Lippi insiste: “Non tornerò alla Juve”

Non si parla d’altro da una settimana, intere speculazioni di mercato vengono elaborate sulla base di questa fondamentale premessa, ma il diretto interessato smentisce categoricamente. Marcello Lippi è disposto a mettere le mani sul fuoco per negare che dal 2010 tornerò alla Juventus sia nelle vesti di allenatore sia in quelle di direttore tecnico. Le

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Non si parla d’altro da una settimana, intere speculazioni di mercato vengono elaborate sulla base di questa fondamentale premessa, ma il diretto interessato smentisce categoricamente. Marcello Lippi è disposto a mettere le mani sul fuoco per negare che dal 2010 tornerò alla Juventus sia nelle vesti di allenatore sia in quelle di direttore tecnico. Le sue parole aprono il 72° Congresso internazionale della stampa sportiva a Milano e intendono essere il più categoriche possibile.

Qualunque cosa si dica, non è vero nulla: non tornerò alla Juventus né come allenatore né come direttore tecnico. Sono stato chiaro? La realtà è una sola, ascoltate bene e lo dico chiaramente che più chiaro non si può: l’unica cosa che c’è di vero adesso è che io sono andato a pranzo con Blanc, così come vado a pranzo con Galliani, con il presidente della Lazio, a Trigoria con Bruno Conti. Vado a cena con Blanc perché siamo amici, così come sono amico della famiglia Agnelli, ma non per questo torno alla Juve.

Si sono sbagliati tutti, anche l’attuale tecnico bianconero, quel Claudio Ranieri che è arrivato implicitamente ad ammettere che le voci conseguenti la cena fra Lippi e Blanc hanno potuto influenzare il clima all’interno dello spogliatoio divenendo concausa del pessimo rendimento dell’ultimo mese. Anche l’arrivo di Cannavaro, interpretato unanimemente come la “prova principe” dello zampino di Lippi nelle strategie della società di Corso Galileo Ferraris, non ha nulla a che vedere con lui.

L’ho saputo perché mi ha telefonato lui. Cannavaro lo ha già detto due volte, ma non ci crede nessuno e si va avanti con il discorso che Lippi ha voluto Cannavaro. Invece mi ha chiamato per dirmi che tornava alla Juve e gli ho detto: “Sono contento per te e per me come CT della Nazionale”

Non è tutto, Lippi ci tiene a sottolineare come, nonostante la vicinanza alla Juventus abbia scientemente evitato di farsi vedere al Comunale in occasione delle partite, proprio per evitare di destabilizzare l’ambiente. Escluso dunque il suo ritorno a Torino, nonché la possibilità di accasarsi al Milan.

Non potevo neanche andare a vedere la partita perché i primi tempi le cose non andavano bene e la gente urlava il mio nome e quindi ho smesso di andarci per non creare problemi. Così ho fatto anche recentemente. C’è un rapporto talmente bello e forte con quell’ambiente, con la famiglia Agnelli e la società per aver passato così tanti anni così belli, ma quando dico che non torno, mi riferisco anche a dopo il 2010. Io sono il ct della Nazionale, penso solo ed esclusivamente a quello. E sto cercando di creare un gruppo psicologicamente forte per porre le basi per eventuali vittorie.

Che questa uscita rischi di diventare un nuovo “non andrò mai alla Juventus” (cit. Fabio Capello)?

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