La Juventus fra Spalletti e Conte. Il tecnico del Bari avverte: “Non sono solo un ex”

Chi sarà il prossimo allenatore della Juventus? Le ipotesi in campo sono due, di segno opposto. Da una parte l’esperto Luciano Spalletti, tecnico dei giallorossi che, insieme al resto della squadra e dei vertici societari, sta subendo una pesante contestazione dei tifosi delusi e preoccupati per il mancato raggiungimento della zona Champions e per le

di


Chi sarà il prossimo allenatore della Juventus? Le ipotesi in campo sono due, di segno opposto. Da una parte l’esperto Luciano Spalletti, tecnico dei giallorossi che, insieme al resto della squadra e dei vertici societari, sta subendo una pesante contestazione dei tifosi delusi e preoccupati per il mancato raggiungimento della zona Champions e per le continue voci, smentite sistematicamente, di una cessione dell’A.s. Roma da parte della famiglia Sensi.

Secondo i ben informati l’arrivo di Diego, ormai praticamente concluso, confermerebbe l’arrivo dell’allenatore toscano sulla panchina bianconera. Compatibilità tattica con il modulo spallettiano, l’impressione (confermata in passato) che il brasiliano del Werder non fosse l’obiettivo numero uno di un tecnico fedele al 4-4-2 come Claudio Ranieri. D’altra parte Spalletti sarebbe sponsorizzato da John Elkann, bene o male l’espressione della proprietà bianconera.

Dall’altra parte il giovane Antonio Conte, l’allenatore che sta portando il Bari alla conquista della Serie A contro ogni pronostico, l’ipotesi caldeggiata dai tifosi e da parte dell’attuale dirigenza bianconera. L’ex capitano della Juventus non ha mai fatto mistero di voler approdare un giorno sulla panchina della squadra per la quale tifa da sempre e nella quale ha militato per anni, certo non si aspettava di avere una chance così presto. Però guai a considerarlo semplicemente un “ex bandiera“, Conte tiene a sottolineare la sua professionalità come tecnico.

La Juve? Non voglio parlare di argomenti non attinenti alla gara con il Piacenza. Ma posso dire che tra l’esperienza di Arezzo e lo straordinario anno e mezzo vissuto a Bari ho imparato molto, sono maturato. E soprattutto non mi si può considerare, dopo tre anni di lavoro, attraverso la patente di ex giocatore. Bari non è una piazza facile. Eppure qui abbiamo realizzato un sogno, arrivando ad un mese dalla fine del campionato con una promozione a cui manca solo l’ufficialità della matematica.

Quanto ancora andrà avanti questa telenovela? Conoscendo i tempi con i quali la dirigenza bianconera prende le sue decisioni si dovrà aspettare con tutta probabilità la fine del campionato.

I Video di Calcioblog