Borrelli: le verifiche devono proseguire


Giovedì sera, come tutti sappiamo, sono stati resi noti i deferimenti per quello che riguarda lo scandalo che ha investito il mondo del calcio, ma ha detta di Borrelli siamo solo all'inizio. Dunque non è certo con questo primo processo che potremo parlare di pulizia. In particolare l'ex procuratore di mani pulite già nel suo primo rapporto ha lasciato intendere che dopo questa prima inchiesta ce ne saranno altre che riguarderanno soprattutto il mercato, i diritti tv e tutto ciò che produce, in modo più o meno lecito, soldi nel mondo del calcio.

Il procuratore federale Palazzi sembra aver recepito il lavoro di Borrelli in maniera sommaria, mentre per Juve, Fiorentina e Lazio ha ripreso quasi alla lettera le indicazioni del capo uffico indagini, per quello che riguarda la situazione del Milan si è discostato parecchio. La federcalcio ha focalizzato la sua attenzione sui singoli episodi del campionato del 2004/05 mentre il rapporto di Borrelli ha provato a tratteggiare un quadro più globale.
Se da una parte è vero che c'era un sistema Moggi almeno dalla stagione 1999/2000, quella del diluvio di Perugia, perchè una rete così complessa non si mette in piedi in pochi mesi, è anche vero che la posizione di Galliani era quanto meno ambigua con il suo conflitto di interessi di presidente di lega e del Milan.

Una differenza sostanziale tra le conclusioni dei due è quella della posizione di Meani, l'addetto agli arbitri dei rossoneri. Per Borrelli questa figura era in continuo contatto con la società e quindi preservava i suoi interessi, per Palazzi invece le due figure erano scollegate. Eppure nel rapporto c'era scritto chiaramente che il vicepresidente del Milan "si è "sforzato" di prendere le distanze dal suo collaboratore riconducendo le sue attività a iniziative di carattere personale", ma quelle virgolette fanno invece intendere quanto fosse parte integrante nei piani e nelle azioni societarie.
Il peso di Galliani sul campionato di Serie A era quindi abbastanza importante e si fa riferimento anche allo slittamento in occasione della morte del Papa, utile per il recupero di alcuni rossoneri. Insomma l'affidamento di un ruolo "diplomatico" ad un semisconosciuto come Meani è stata la mossa giusta per il Milan.

Parlavamo di discrepanze tra i due rapporti, manca una partita da addebitare alla Juve, poca cosa per la società torinese che sembra già essere più che affossata, manca qualche guardalinee e soprattutto manca il Milan. Voci vicino a Borrelli parlano di "stupore", per molti tifosi di Juve, Fiorentina e Lazio e non solo forse è più giusto parlare di indignazione. La strada verso un calcio pulito è appena iniziata e già lascia presagire che non sarà tanto diritta come si sperava.

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