Inghilterra e Portogallo, avanti ma in modo diverso


Domenica avara di gol, ma comunque il Mondiale di Germania non si arresta e anche oggi ha decretato verdetti importanti, più o meno scontati. Nel pomeriggio l'Inghilterra di Eriksson ha avuto la meglio dei tenaci ecuadoregni grazie a un lampo di Beckham, da troppo tempo in credito con la fortuna con la maglia della nazionale inglese. In serata poi una battaglia disputata tra l'armata olandese e l'esercito portoghese, finita con 4 espulsi e 20 cartellini in generale sventolati dal signor Ivanov; d'altra parte il verdetto calcistico ha detto che i lusitani hanno vinto per 1-0 il match e perciò incontreranno proprio i britannici in un quarto di finale che si preannuncia rovente (sarà rivincita per gli inglesi dopo lo smacco a Euro2004 in cui il Portogallo eliminò l'Inghilterra ai quarti benché anche per gli orange doveva essere rivincita dopo l'eliminazione, sempre in quegli europei, da parte degli allora padroni di casa nelle semifinali).

Alle 17 a Stoccarda il sorprendente Ecuador affronta l'Inghilterra, data per favorita prima della partita, ma fin dalle prime battute della gara in evidente stato confusionale: Terry per esempio perde malamente un pallone e Tenorio si invola da solo contro Robinson, salvo poi sprecare tutto, colpendo comunque la traversa, anche grazie al recupero di Ashley Cole. In generale comunque il ritmo è basso, Lampard e Gerrard non paiono ispiratissimi e Rooney, in avanti, è troppo solo; i sudamericani d'altra parte capiscono l'andazzo e si adagiano e così il primo tempo scivola via senza troppi sussulti. Nella ripresa il registro non pare cambiare e così ci vuole un episodio per sbloccare il risultato: l'eroe della giornata è il capitano, Beckham, spesso criticato con la maglia di Sua Maestà che al 62' batte un calcio di punizione dei suoi, precisissimo e a fil di palo, a cui il portiere Mora non può opporre resistenza. I 55mila spettatori a questo punto si aspettano una partita ravvivata ma così non è: l'Ecuador reagisce in modo sterile (buon tiro di Valencia), l'Inghilterra si infiamma solo con una giocata di Rooney che va via sulla fascia e mette in mezzo dove Lampard spara altissimo. Dopo 90 minuti non irresistibili finisce così con la vittoria inglese; sicuramente Inghilterra da rivedere. Per l'Ecuador comunque un mondiale positivo.

Alle 21 a Norimberga si assiste a quello che sicuramente sarà una partita che rimarrà negli annali: non per il bel calcio, per carità, ma per il clima perennemente rissoso che si è respirato in campo. Alla fine saranno 12 gli ammoniti e ben 4 gli espulsi, due per parte, con un totale di 20 cartellini gialli e numerose scaramucce (con 6 minuti di recupero alla fine, un extra-time addirittura sparagnino). Van Basten decide di tenere fuori Van Nistelrooy, scelta che alla fine si rivelerà deleteria, mentre Scolari punta tutto sull'unica punta Pauleta; fin dall'inizio gli interventi duri non mancano ma, per fortuna, si assiste anche a uno splendido gol dei lusitani frutto di un'azione corale con la conclusione vincente di Maniche. L'Olanda cerca di reagire e si fa forte dell'espulsione di Costinha sul finire di primo tempo per tornare in campo determinata e vogliosa tanto che Cocu colpisce una traversa che probabilmente ancora traballa. Il gol è nell'aria e perciò i portoghesi decidono di metterla sulla fisicità esasperata e più volte simulano infortuni gravissimi per perdere un minuto; gli animi si surriscaldono e Boulahrouz casca nella trappola colpendo con una leggera gomitata Figo: anche lui sotto la doccia. Si continua su questa falsa riga e Ivanov manda sotto la doccia anche Deco e Van Bronckhorst e in tutto questo marasma tempo per giocare a calcio non ce n'è: alla fine vincono i lusitani, per lunghi tratti irritanti, e perdono gli olandesi, fregati dall'inesperienza.

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