Milan - Juventus 1-0 decisa da un errore arbitrale, dal "gol di Muntari" al "mani di Isla"

Era molto temuto alla vigilia l'arbitro Rizzoli. La sua designazione in Milan - Juventus aveva scatenato malumori perché per i teorici del complotto "pro-Juve" il fischietto bolognese sarebbe stato fra quelli "vicini ai bianconeri". Alla fine Rizzoli arbitra piuttosto bene, qualche fallo contestato, ma nemmeno troppi errori e quasi nulle le polemiche in campo. Mano leggera sui cartellini, quanto basta per far giocare le due squadre senza continue interruzioni, ma soprattutto la "perla" della serata: Rizzoli giudica non da rigore il contatto fra il pallone e il corpo di Isla alla mezz'ora del primo tempo. Nonostante il braccio larghissimo del cileno dalla sua prospettiva intuisce che la sfera non colpisce la parte incriminata e lascia correre.

Una gran chiamata, anche perché le proteste dei rossoneri in campo sono feroci. La sfortuna ha voluto che De Marco, arbitro di porta, abbia visto altro dalla prospettiva opposta. Una chiamata sfortunata. Proprio lui segnala a Rizzoli il calcio di rigore e l'ammonizione. Isla si dispera, indica il punto in cui è stato colpito dal pallone, ma in realtà i bianconeri non protestano più di tanto e sono costretti a vedere Robinho sfidare Buffon dagli 11 metri e batterlo nonostante il portiere della nazionale riesca a toccare il pallone indovinando l'angolo.

La Juventus in quel momento è evidentemente convinta di poter "sistemare le cose" sul campo, ma la serata storta degli uomini di Conte e un pizzico di sfortuna nel finale lasciano il risultato inalterato, 1-0, con un rigore che non c'era a sfavore. Differenze rispetto all'anno scorso? Nelle reazione tante. Il "gol di Muntari" segnò indelebilmente la memoria dei tifosi (rossoneri e bianconeri). Nonostante mancassero ancora molte giornate e la Juve recuperò punti molto dopo l'errore madornale su quel benedetto gol fantasma. Per settimane Allegri e Galliani hanno costantemente ricordato quell'episodio, memorabile la battuta dell'amministratore delegato rossonero che sostenne di aver salvato il frame in cui Buffon tira fuori dalla porta il pallone come salvaschermo del cellulare.

Video gol e highlights Milan - Juventus 1-0.

Milan - Juventus 1-0: Le foto della partita

Milan - Juventus 1-0: Le foto della partita
Milan - Juventus 1-0: Le foto della partita
Milan - Juventus 1-0: Le foto della partita
Milan - Juventus 1-0: Le foto della partita

Un'autentica ossessione, decine di battute, riferimenti. Fra le volte in cui erano i giornalisti a ricordarglielo e quelle in cui i due protagonisti lo tiravano fuori da soli la parentesi su "il gol di Muntari" era diventata una componente fissa di ogni dichiarazione estemporanea e conferenza stampa di a.d. e allenatore.

Stasera invece sia la Juventus che il Milan hanno adottato un atteggiamento decisamente più "sportivo". Massimiliano Allegri (senza tergiversare) e Galliani (tergiversando) hanno ammesso candidamente che il rigore non c'era: "Dalla panchina mi sembrava rigore, vedendo le immagini non era rigore".

Sulla sponda bianconera poche sottolineature, la più "hard" da Angelo Alessio:

Facciamo calcio da una vita e quindi sappiamo che in ogni gara ci sono episodi favorevoli e sfavorevoli. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se avessimo vinto qui con un rigore del genere. Al di là della polemica, andiamo avanti, sappiamo che dobbiamo migliorare, soprattutto con un atteggiamento diverso rispetto a questa sera.

Beh, c'è poco da dire, impossibile negare che anche quando la Juventus è andata a dominare a Catania vincendo con lo zampino degli errori del guardalinee nessuno è stato lì a sottilizzare più di tanto sulla prestazione dei bianconeri. Lo stesso vale per Inter - Cagliari, con i sardi ottimi sotto tutti i punti di vista oscurati dalle feroci lamentazioni del presidente Moratti.

Il modello è quello: non conta la prestazione, se c'è un errore che mi danneggia scateno il pandemonio sui media (magari anche sperando in una "compensazione" di lì a poco) e aspetto. Invece in questo caso persino il combattivo Marotta riconosce i meriti dell'avversario e parla di "Juve più brutta di questa stagione", senza mezzi termini e togliendo alibi in una gara da cui ci si aspettava altro gioco e altra qualità.

Per una volta è andata così, c'è una squadra danneggiata in maniera decisiva da un errore arbitrale, gli avversari riconoscono di aver beneficiato della svista e da lì in avanti si parla di gioco, prestazioni, di quanto visto in campo al di là dell'episodio in sé. D'altra parte è stata proprio l'Inter a dare l'esempio più lampante di una verità che andrebbe riconosciuta come inviolabile: l'arbitro può incidere, per carità, ma se sei superiore e la partita è lunga puoi andare a prenderti la vittoria, anche se sei su un campo difficile.

Lo ribadisce Gigi Buffon:

Le immagini sono chiare, non è rigore, ma al di là di quello, non abbiamo perso per quel rigore. C’era un’ora di tempo per recuperare, non l’abbiamo fatto, per cui l’errore è stato un episodio, come capita spesso. Soprattutto, se si ha la fortuna che capiti a un’ora dalla fine, come successo tante altre volte in questi anni, credo che di tempo per recuperare ce ne sia tanto. Il riferimento non era solo a quello, ma a tante cose che sono successe in questo anno e mezzo e che accadono da sempre nel calcio. Il problema è che se si vuole per forza trovare una scusante a degli insuccessi, le motivazioni le troviamo sempre e comunque. Ogni tanto è bello dire “ho perso perché ho meritato di perdere e gli altri sono stati più bravi”. Alla fine credo che sia il modo migliore per educare la gente e i tifosi che vengono allo stadio, perché poi questo imbarbarimento che ci sta contaminando nel mondo del calcio è veramente penoso. Ogni tanto al tifoso bisogna dire: “abbiamo perso perché gli altri erano più bravi o perché noi non eravamo al 100% e meritavamo di perdere”.

Parole preziose.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail