Derby della capitale. Lazio Roma 0-2: la storia siamo noi

Il derby della capitale va ai giallorossi. Stracittadina anomala, giocata senza capitan Totti, che ha voluto comunque partecipare alla “festa” gustandosi la partita da bordo campo. La sterile manovra biancocieleste ha prodotto molto poco. I cugini, nonostante la notevole quantità di palloni giocati, è andata vicina al gol solo in un paio d’occasioni. La Roma



Il derby della capitale va ai giallorossi. Stracittadina anomala, giocata senza capitan Totti, che ha voluto comunque partecipare alla “festa” gustandosi la partita da bordo campo. La sterile manovra biancocieleste ha prodotto molto poco. I cugini, nonostante la notevole quantità di palloni giocati, è andata vicina al gol solo in un paio d’occasioni.

La Roma soffre molto sulle fasce: su quella destra Behrami ma soprattutto Oddo, hanno avuto quasi sempre la meglio su un Cufrè spesso lasciato solo. Ed è proprio da questo lato del campo che la Lazio si procura le migliori occasioni con il palo esterno di Rocchi ed il tiro di poco a lato di Di Canio. Poi il nulla, solo l’improduttivo possesso palla… ed il maestoso Mexes. Perchè se ai cugini è mancata la zampata vincente negli ultimi metri, molto è dovuto all’eccezionale periodo di forma del francese.

Dopo un paio di incursioni in avanti ed un tiro di Perrotta da fuori, la Roma passa in vantaggio. Tiro dalla bandierina di Mancini, teso, sul primo palo, Taddei anticipa tutti e spizza la palla di testa. Lo stadio esplode. Tra qualche parapiglia ed un fallo di Behrami, a mio avviso punibile anche con il rosso, si va negli spogliatoi. La Roma del secondo tempo è più presente. Cufrè cresce, Oddo e Behrami non trovano spazi. A centrocampo Liverani è intelligentemente bloccato da Perrotta, sempre pronto al pressing sul capitano laziale.

E’ vero che spesso ci si difende in undici, ma i giallorossi danno comunque l’impressione di poter colpire in contropiede in qualsiasi momento. Incursione sulla sinistra di Mancini, una serie infinita di doppi passi in area, palla dietro per Aquilani e piattone che si deposita in rete alle spalle dell’incolpevole Peruzzi. E’ l’apoteosi. Il numero otto giallorosso fa quello che aveva sempre sognato da bambino: correre sotto la sud dopo un gol al derby! E intanto il capitano e Bruno Conti non credono ai loro occhi.

A fine partita, come succede da un pò di tempo, i giallorossi mettono in mostra il loro stato di forma: si difendono senza affanni e potrebbero più volte colpire in contropiede. Ma va bene così, la festa ha inizio. E’ l’esaltazione del gruppo, del lavoro, del saper soffrire senza mai smettere di crederci. Un ringraziamento particolare a chi ha dato tutto per questa squadra, a chi ha messo la faccia, i soldi, ha dato il cuore, ha combattutto e lottato fino a quando ha potuto. Franco Sensi, questa è la tua vittoria.

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