Spagna, non si scherza più.

David Villa Ora si fa sul serio. Dopo aver affrontato un girone in discesa, forte del successo dell’esordio sulla rivale più accreditata, la Spagna è chiamata al primo dentro o fuori del suo Mondiale e chissà quanto malediranno le furie rosse quel 4-0 all’Ucraina che oggi consegna loro un avversario difficile e ostico come la Francia, invece di una morbida Svizzera che, nonostante gli evidenti progressi, avrebbe messo in difficoltà gli uomini di Aragonés meno di Henry e soci.
E’ vero, è una Francia che segna poco, una Francia con un ricambio generazionale compiuto solo per metà e in cui alcuni monumenti vacillano paurosamente; è una Francia dilaniata dalle polemiche (una o due punte? Trezeguet sì o Trezeguet no?) e che fatica a fare gioco. Ma è anche una Francia che di gol ne prende pochini, che ha una solidità difensiva invidiabile e che vanta un’esperienza a questi livelli che i giovani leoni di Spagna non hanno e che possono solo compensare con l’entusiasmo e la sfacciataggine dei vent’anni.

Di certo, la Spagna non poteva trovare successo di girone più amaro: se riuscirà a superare l’ostacolo dei bleus si troverà probabilmente il Brasile nei Quarti. Facile immaginare che avrebbe preferito il cammino dell’Ucraina, cioè Svizzera e Italia. Ma se Fernando Torres e compagni vorranno finalmente togliere dalle loro casacche rosse il marchio dell’eterna incompiuta dovranno affrontare questa ed altre prove, veri esami di maturità per una formazione dalle straordinarie capacità tecniche e tattiche, ma in cui va verificata la tenuta nervosa e la capacità di annullare il gap di esperienza nei confronti delle vecchie volpi che si troveranno davanti, a cominciare dai vari Thuram, Zidane e Barthez.

Come le migliori squadre di questo Mondiale, anche la Spagna sembra aver trovato la sua formazione tipo, con varianti minime, per cui anche oggi Aragonés dovrebbe scendere in campo con Casillas in porta, dietro a Puyol e Pablo, con Sergio Ramos e Pernía sulle fasce; a centrocampo il golden boy Cesc Fabregas pare in vantaggio sull’ispano-brasiliano Marcos Senna accanto alla confermatissima coppia Xavi Hernández – Xabi Alonso. In attacco si profila invece l’impiego dal primo minuto per Raúl, probabilmente al posto di Luis García, finora il meno incisivo del trio d’attacco, a formare un tridente da sogno con Fernando Torres e David Villa, già cinque gol in due, secondi finora solo a Klose – Podolski.

Dall’altra parte Domenech recupera dalle squalifiche Abidal e Zidane, ma mille dubbi tormentano la sua vigilia. Scontata la difesa con Sagnol, Thuram, Gallas e Abidal davanti a Barthez; a centrocampo l’unico sicuro del posto pare essere l’ultimo arrivato Franck Ribery, il giovane talento del Marsiglia si è ben comportato a destra e sarà confermato, quindi se il selezionatore francese sceglierà ancora il 4-4-2 con la coppia Henry – Trezeguet davanti, uno tra Vieira, Makelele e Zidane è di troppo, mentre a sinistra il ballottaggio dovrebbe essere tutto in casa Lione con Malouda favorito su Wiltord. Ma, visti i precedenti, potrebbe invece essere proprio David Trezeguet l’escluso, come contro Svizzera e Corea del Sud.

La chiave tattica del match sarà probabilmente proprio quello tra Raúl e Abidal, terzino di grandi prospettive ma piuttosto inesperto (come provano i due gialli in due gare) e sicuramente Aragonés cercherà di metterlo in difficoltà con il capitano del Real Madrid, mandando Villa a sacrificarsi tra Thuram e Gallas, lasciando Torres libero di scorrazzare dalle parti di Sagnol. Ugualmente decisivo sarà il centrocampo dove la Francia ha una superiorità numerica teorica: se Ribery e Malouda (o Wiltord) saranno bravi ad allargare il centrocampo spagnolo, favoriranno gli inserimenti centrali di Makelele e Zidane (o Vieira). Se la Spagna sarà brava a restare corta tra difesa e centrocampo, consentirà a Sergio Ramos e Pernía di salire ad attaccare le ali francesi, togliendo spazio al gioco e permettendo ai tre genietti centrali delle furie rosse di prendere in mezzo i due avversari.

Una partita a scacchi, dunque, che al di là delle mosse tattiche potrebbe essere risolta da un colpo estemporaneo di uno dei tanti fuoriclasse in campo.

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