La Roma fa causa alla Kappa, obiettivo? Firmare con Nike già da gennaio

Gli americani sanno come arrivare al dunque. Magari di calcio ne capiscono anche poco o nulla, e infatti al momento lasciano fare in casa giallorossa al tandem Baldini - Sabatini nonostante si parli già di un prossimo direttore generale in arrivo da oltreoceano, ma quando c'è di mezzo il business sanno il fatto loro. Questa volta tocca al marchio torinese Kappa, che fa capo al gruppo Basicnet (azienda quotata a Piazza Affari), prendere atto e ivi accettare forzatamente la chiamata in Tribunale da parte del consiglio d'amministrazione della Roma, il quale intende rescindere il contratto in essere per la stagione 2012/13 anticipatamente adducendo problemi relativi alla qualità del materiale tecnico (le maglie da gioco, in sostanza).

Lo scenario, per chi è dentro le cose, è però molto più chiaro di ciò che possa sembrare. Ovvero la rescissione mira a qualcosa di concreto già a gennaio, momento in cui la Roma intende rivoluzionare in positivo gli ingressi dalle sponsorizzazioni tra cui quella tecnica che verrà, a quanto si dice, consegnata a Nike per una cifra vicina ai 20 milioni in 5 anni.
Sono soldi veri, quelli americani.

Soldi che confermano l'idea di proseguire un'opera di consolidamento del club di riferimento della Capitale. Nike sarebbe un passo importante, un segnale, un passo avanti nel ridisegnare il quadro dei rapporti anche per quanto riguarda il tanto discusso contributo reale e interesse da parte della proprietà.

Calcisticamente, Zeman verrà invece valutato a stagione terminata con l'obbligo minimo di riportare la squadra a palcoscenici europei. Senza i quali il marketing diventerebbe un cane che si morde la coda e i vari Dzagoev, Jung e Rolando rimarrebbero le solite chimere del quale dibattere sotto gli ombrelloni di Ostia.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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