Mobbing nel calcio: il sindacato internazionale dei calciatori scende in campo al fianco di Sneijder e Llorente

Il caso Sneijder varca i confini italiani, questo grazie al sindacato internazionale dei calciatori, il FIFPro, che con un comunicato ha voluto denunciare i casi di mobbing che diventano sempre più frequenti nel mondo del calcio. L'olandese, ma anche lo spagnolo dell'Athletic Bilbao Llorente, sono solo quelli più eclatanti da un punto di vista mediatico, ma il fenomeno, secondo l'organo guidato da Theo Van Seggelen intervistato dalla radio olandese NOS, sta diventando sempre più diffuso in tutti i paesi europei. Il sindacato accusa duramente la società nerazzurra che nei giorni scorsi, per bocca di Marco Branca, aveva fatto capire a chiare lettere che se Sneijder non avesse firmato sarebbe rimasto in tribuna per tutta la stagione, ma sotto i riflettori finisce anche Bielsa e i baschi dell'Athletic:

Al momento i casi più eclatanti sono quelli di Sneijder e Llorente. Il contratto di Sneijder scade nel 2015, l'Inter gli ha chiesto di prolungarlo fino al 2016 alla stessa somma. In altre parole dovrebbe lavorare un anno in più senza percepire un salario. Sneijder ha rifiutato e da allora l'allenatore Andrea Stramaccioni non lo ha più convocato. Llorente ha un contratto fino al 2013, la scorsa estate il nazionale spagnolo ha rifiutato di firmare un nuovo contratto. Da allora Marcelo Bielsa ha tenuto l'attacante in panchina, utilizzandolo soltanto a partita in corso. Soltanto l'estate scorsa Llorente era tra i convocati della Spagna campione d'Europa e uno dei giocatori più importanti dell'Athletic che ha raggiunto la finale di Europa League a maggio.



Ma il problema, come detto, e molto più diffuso e i casi dei due giocatori citati sono solo quelli più rumorosi a causa del loro valore tecnico:

Sneijder e Llorente non sono i soli. Questo tipo di pratica una volta era un'eccezione, sfortunatamente ora vediamo molti club in tutti i paesi d'Europa che riccorrono a queste misure. Per noi è arrivato quindi il momento di farci sentire. I club dicono che i giocatori devono rispettare i contratti, ma perché non dovrebbe verificarsi il contrario? Non è che Sneijder ha costretto i dirigenti dell'Inter a firmare il suo contratto puntandogli contro un fucile. Il club ha fatto un'offerta con piena consapevolezza. Ma il modo in cui vengono gestiti i contratti è disastroso anche da parte di Fifa e Uefa.

Per questo il FIFPro è intenzionato a continuare la sua battaglia e sottoporrà le sue lamentele direttamente ai piani alti, per intenderci a Blatter e Platini. Difficilmente per i club tutto questo porterà a delle sanzioni e non si risolveranno certo qui il caso Sneijder o quello che coinvolge Llorente, ma un sassolino è stato lanciato nello stagno e i calciatori sanno come farsi rispettare, tutti dovrebbero ricordare cosa è successo a causa di un certo Bosman. In ogni caso secondo Theo Van Seggelen non c'è la voglia di un muro contro muro, viene capita la particolarità del momento economico, basterebbe semplicemente che le società aspettassero la scadenza dei contratti in essere per proporre adeguamenti salariali:

Le partite si vincono con i giocatori migliori. Sembra che il calcio stia diventando sempre di più un bussiness, che il gioco passi in secondo piano è inaccettabile per noi. Io non capisco che benefici possa portare ai club il non far giocare un claciatore. Come club danneggi la sua carriera, e poi? Cosa hai in cambio? FIFPro capisce il difficile momento finanziario e la necessità di sfoltire le rose dei club. Ma se vuoi offrire un contratto a cifre più basse devi aspettare prima che scada quello in corso.

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