Il Milan sotto shock per la partenza di Kakà, anche Maldini rincara la dose: "Utopia vincere la Champions senza di lui"


In parte era prevedibile, ma a due giorni bisogna constatare dall'annuncio ufficiale continuano ad addensarsi nubi nere sul Milan dopo la cessione di Ricardo Kakà. Tifosi, vip e non, in rivolta. Volano minacce di non rinnovare gli abbonamenti allo stadio e disdire quello a Milan Channel. Il popolo rossonero si sente tradito dal proprio Presidente e dalla dirigenza: mai il Milan si era privato di un suo campione, tanto più per esigenze di bilancio e con lo stesso Kakà catechizzato che ha parlato di "crisi economica" fra le ragioni della sua cessione nella sua prima conferenza stampa da madridista.

I tifosi non hanno gradito anche la fasulla telefonata del lunedì promessa da Berlusconi per convincere Kakà a restare. La telefonata non c'è mai stata perché il campione brasiliano non aveva nessuna intenzione di lasciare il Milan, la decisione è stata tutta della società che si sarebbe privata da lui anche a gennaio quando si erano fatto avanti il Manchester City. Al tempo fu Kakà a bloccare tutto, nonostante l'ingaggio più alto che sarebbe andato ad incassare in Inghilterra preferiva il Milan o una società di pari livello per il suo futuro da calciatore.

Berlusconi, che annunciò trionfalmente "Kakà resta al Milan" in diretta da Biscardi con tanto di lacrime di Tiziano Crudeli (clicca per il video), si vantò di aver fatto una scelta di cuore, ma già a maggio avrebbe concluso un accordo preliminare con Florentino Perez per permettere la partenza di Ricardino appena terminate le elezioni del presidente madridista. Difficile accettare questo epilogo, un epilogo che pone seri dubbi sulla competitività del Milan per la prossima stagione, dubbi che nutre anche Paolo Maldini.

Kakà è il primo giocatore di quel livello che viene ceduto. Nel passato mai è stata presa in considerazioni un'ipotesi del genere. a cessione di Kakà è stata un brutto colpo, è uno dei cinque giocatori più forti del mondo e gli altri quattro non si muovono da dove sono. Guardare i conti credo sia una cosa logica, ma bisogna anche fissare degli obiettivi ragiungibili. Pensare di poter vincere la Champions senza Kakà diventa utopistico.

I rossoneri avrebbero, sulla carta, un altro di quei 5 giocatori più forti del mondo nella rosa, ma di Ronaldinho ormai non si fida nessuno e anche il primo obiettivo del mercato per il dopo Kakà, Edin Dzeko sembra sfumato.

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