Italia - Nuova Zelanda 4-3: gli azzurri non brillano, Iaquinta e Gilardino evitano la sconfitta


L'Italia che a Pretoria si sta preparando per la Confederations Cup è ancora quella "B", soprattutto nell'11 che scende in campo dal primo minuto. Si spera vivamente che la versione "A" sia tutta un'altra cosa perché quella vista stasera ha avuto la capacità di subire 3 gol dalla Nuova Zelanda grazie ad una serie di distrazioni difensive collettive condite con una prestazione disastrosa del portiere del Palermo Marco Amelia. In avvio Lippi opta per una difesa composta da Santon, Legrottaglie, Gamberini o Dossena, mentre in avanti schiera tre mezzepunte come Quagliarella, Rossi e Pepe a sostegno di Gilardino. (Foto della partita)

L'attacco funziona poco e i ritmi, con il freddo e la pioggia al quale gli azzurri dimostrano di non essere abituati, risentono parecchio di un centrocampo in teoria "muscolare e poco tecnico" che in realtà non appare né una cosa né l'altra con Gattuso e Palombo abbondantemente appannati. Il primo tempo, si diceva, non brilla per ritmo e Amelia sul primo calcio d'angolo dei neozelandesi fa subito vedere che non è in gran serata, ma viene graziato.

L'unico italiano a darsi da fare è Giuseppe Rossi, ma i corpulenti difensori all blacks che non disdegnano entrate stile rugby riescono a contenerlo. Su un calcio di punizione della tre quarti spunta la testa di Smeltz che punisce Amelia, Lippi sbotta in panchina e ottiene una reazione tiepida che porta ugualmente al pari grazie ad un buon contropiede sull'asse Pepe-Quagliarella-Gilardino con l'attaccante viola ad appoggiare con un tap-in di testa.

Potrebbe rimettersi tutto in linea con le aspettative della vigilia, ma è un fuoco di paglia visto che la Nuova Zelanda continua ad imbastire un gioco elementare, premiato delle leggerezze degli azzurri che prima del pareggio di Gila hanno già rischiato di prendere il secondo gol sempre da Smeltz. Il copione non cambia nemmeno dopo il pari perché in chiusura di tempo Killen riporta in vantaggio i suoi con un'altra uscita imbarazzante del presunto Vice-Buffon.

Lippi striglia i suoi negli spogliatoi e in avvio di ripresa Quagliarella trova un altro assist per Gilardino, stavolta un buon cross teso. Intanto Pirlo ha fatto il suo ingresso in campo al posto di Rossi e l'Italia si riassesta con un più canonico 4-3-3. Ancora protagonista risulta però Amelia che sul campo viscido si fa ingannare e stende Killen nell'area piccola in collaborazione con Gamberini. Calcio di rigore realizzato dallo stesso attaccante che prova il brivido di una doppietta ai campioni del mondo in carica.

Il c.t. effettua altri 4 cambi fuori Gattuso, Pepe, Quagliarella e Gilardino e dentro rispettivamente Montolivo, Camoranesi, Iaquinta e Toni, la differenza è palpabile. In gran spolvero in particolare l'attaccante juventino che nella mezzora concessagli segna due gol, prima su assist di Pirlo per il terzo pareggio in rimonta, poi sfruttando una ribattuta dell'incerto Moss su tiro di Montolivo. 4-3, come la mitica Italia - Germania. Lì fu una vittoria epica, questa rischiava di essere una figuraccia storica.

Le foto di Italia - Nuova Zelanda 4-3

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