L'ennesimo striscione ironico su Pessotto esposto ieri a Milano, quando si metterà fine a questo scempio?

Alla vigilia lo si dice sempre, le sfide tra Milan e Juventus non sono partite come tutte le altre, in genere c'è sempre in palio qualcosa, e anche quando non è così c'è la grande rivalità fra club e tifoserie ad animare l'atmosfera. L'anno scorso il gol annullato a Muntari ha scatenato il putiferio, la stampa sportiva e non italiana non ha fatto che parlare di quello per mesi e fortuna che alla fine il margine di vantaggio dei bianconeri è stato tale da mettere a tacere tutto. Un anno dopo non cambia niente, ci sono ancora gli errori arbitrali, questa volta a sfavore dei torinesi, e c'è come al solito la grande rivalità fra le due fazioni. Rivalità, sia subito chiaro, che fa bene al calcio, quando però non va oltre i confini della decenza, purtroppo non è quello che si può dire di quanto accaduto ieri sera. Intorno al 7' minuto del primo tempo dalla curva milanista è spuntato uno striscione di venti metri che definire indegno è dir poco.

Tacendo la mancanza di originalità, purtroppo non è la prima volta che negli stadi italiani siamo costretti a leggere di queste manifestazioni di idiozie, non si può fare a meno di condannare duramente quanto visto. A essere preso di mira ancora una volta è stato Pessotto, che qualche anno fa ha dovuto combattere una battaglia contro un avversario più insidioso di un'ala, questo quanto scritto dagli intellettuali presenti nel settore destinato agli tifosi rossoneri più caldi: "Felix 36 km di volo e muro del suono rotto, ma mai spettacolare come il volo di Pessotto". Non c'è bisogno di commentarlo, ma sicuramente non possiamo non farci qualche domanda: come è possibile che un manufatto di 20 metri possa superare il controllo preventivo che viene fatto in ogni stadio? Chi è il responsabile che deve pagare per una simile porcheria? Pessotto e con lui tutte le persone dotate di intelligenza dovrebbero pretendere un nome e un cognome. E ancora: com'è possibile che uno striscione esposto per quasi cinque minuti prima di essere rimosso non abbia ricevuto le attenzioni delle telecamere pronte però a mostrare una contestazione a Pato? Si dirà che non si è voluta dare importanza ai soliti imbecilli, sarà.

Ma non è finito qui lo show della curva in occasione del big match, durante la partita è stato esposto anche uno striscione di solidarietà nei confronti di Speziale e Micale, i tuoi tifosi del Catania condannati per l'omicidio dell'Ispettore di Polizia Filippo Raciti, e del calciatore Arcidiacono inizialmente colpito dal Daspo per una maglietta dai toni simili, recitava così: “Speziale e Micale Innocenti, Onore ad Arcidiacono". Anche in questo caso chi spiega alla famiglia Raciti com'è possibile che nella Scala del calcio sia potuto entrare uno striscione del genere? Domande che probabilmente resteranno senza una risposta, ma questi episodi non necessariamente devono restare impuniti. In alcune occasioni si è usato il pugno di ferro contro società e tifosi per fatti di questo tenore, chissà quali saranno questa volta le valutazioni del giudice sportivo. I tifosi milanisti ieri si sono appellati anche alla libertà di pensiero e della sua espressione garantita dall'articolo 21 della Costituzione Italiana, certe libertà però bisognerebbe anche saperle usare.

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