Il dopo derby di Totti: “La Roma è un gruppo vero”

Anche quando non gioca fa parlare di se. E’ presente, incita, sbraita e alla fine sventola la bandiera proprio lì, sotto il suo popolo. Perchè Totti ha il sangue giallorosso, per lui essere il calciatore simbolo della Roma non è un lavoro ma una missione. E questo i tifosi veri lo percepiscono. Forse lo stare

Anche quando non gioca fa parlare di se. E’ presente, incita, sbraita e alla fine sventola la bandiera proprio lì, sotto il suo popolo. Perchè Totti ha il sangue giallorosso, per lui essere il calciatore simbolo della Roma non è un lavoro ma una missione. E questo i tifosi veri lo percepiscono.

Forse lo stare seduto a bordo campo ha reso il capitano ancor più “uno di noi”, un tifoso, come quando da ragazzo cantava in sud o faceva il raccattapalle sotto i distinti. Ed è lo stesso Francesco ai microfoni delle principali radio romane, ad esternare tutta quella carambola di emozioni che ancora una volta abbiamo condiviso con lui, emozioni che ci fanno accapponare la pelle come non succedeva da tanto, troppo tempo:

“Questo è un grande gruppo, più unito di quello dello scudetto. In passato ci sono stati momenti di tensione ed in alcuni casi anche qualche lite. Ma poi ci siamo chiariti, abbiamo capito che dovevamo dare tutto, aiutarci l’uno con l’altro, ed ora è come se fossimo fratelli”. “Ci si frequenta anche al di fuori dell’ambito professionale. Mi ha fatto un enorme piacere vedere i ragazzi insieme a Spalletti venirmi a trovare a casa. Il mister si è però lamentato del fatto che mia madre ha distribuito troppi dolci al cioccolato.”

Sul derby di ieri sera:

“E’ stato incredibile, sarei rimasto tutto il tempo sotto la curva. Ringrazio Aquilani che dopo il due a zero è subito venuto da me a dedicarmi il gol. Ormai siamo nella storia, dobbiamo centrare la qualificazione in Champions. Spero di tornare in campo prima possibile per poter alzare in cielo almeno una coppa. L’anno prossimo con due tre innesti importanti…”