Rimini: bomba carta esplode sotto la casa del capitano Ricchiuti

La fresca retrocessione del Rimini in Lega Pro non è andata giù a qualche esagitato tifoso della squadra biancorossa. L'ennesimo vile e vergognoso atto di un calcio italiano ormai alla deriva sociale si è consumato dopo la mezzanotte nella città adriatica, sotto l'abitazione del capitano e fantasista del Rimini, Adrian Ricchiuti. Una bomba carta è esplosa provocando, per fortuna, pochi danni all'abitazione e nessun ferito. In città la tensione è altissima dopo lo spareggio perso contro l'Ancona tanto che nei giorni scorsi qualche tifoso aveva tentato di aggredire il padre del giocatore argentino.

Evidentemente non è bastata l'ammissione di responsabilità dello stesso Ricchiuti dopo la retrocessione del Rimini. ‘’La notizia della bomba carta deve essere un monito per tutti affinché non si alimenti un clima di odio e di aggressività intorno alla squadra e alla società biancorossa", ha puntualizzato il sindaco Alberto Ravaioli. Che aggiunge:

"Ho sentito purtroppo negli ultimi giorni troppe parole in libertà, analisi ingiuste e ingiustificate, opinioni dietrologiche e concitate, intorno al fatto sportivo e al futuro del Rimini. Mi pare che la bilancia si sia spostata pericolosamente verso l’ingratitudine e quindi il rancore. Quasi che un campionato sfortunato possa far dimenticare l’impegno, gli sforzi, la passione ultradecennale di un’azienda come la Cocif o l’abilità e l’amore che negli anni i veri tifosi hanno sempre dimostrato nei confronti dei giocatori e dello staff tecnico. Questa cultura apocalittica non appartiene a Rimini e da Rimini dunque va decisamente respinta’’.

Anche il club romagnolo ha ovviamente condannato l'accaduto:


"In merito al grave atto vandalico di cui è stato oggetto la scorsa notte, fortunatamente senza conseguenze, Adrian Ricchiuti, tutta la Rimini Calcio F.C. ed in particolare il Presidente biancorosso Luca Benedettini, esprimono al capitano ed alla sua famiglia la propria solidarietà. La delusione e l'amarezza per una retrocessione, a nostro parere immeritata, non possono e non devono alimentare un clima di tensione e di inciviltà nei confronti dei componenti della squadra e della società. Il calcio, ma lo sport in generale, sono una palestra di vita dove il successo e la sconfitta devono essere accettate con serenità"

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