Violenza negli Stadi: il saluto romano è vietato


Non si scherza, il saluto romano negli stadi è vietato. Con una sentenza che farà scuola, come si suol dire, la Cassazione ha confermato la condanna di Luca S., ultras dell'Hellas Verona, reo di aver mostrato il braccio teso alle forze dell'ordine durante alcuni scontri prima di Udinese - Verona del 9 dicembre 2001. L'uomo aveva cercato di discolparsi sostenendo che il gesto sarebbe stato di "natura scherzosa", ma la Cassazione ha ribadito che questo rappresenta ugualmente una violazione della legge Mancino, il provvedimento precedente il celeberrimo Decreto Pisanu, sulla violenza negli stadi.

L'ultras si era reso protagonista, insieme ad altri soggetti, di scontri con le forze dell'ordine all'esterno dello Stadio Friuli nel tentativo di entrare nell'impianto pur senza i regolari tagliandi. Nella colluttazione aveva salutato così i poliziotti che avevano caricato il gruppo di "tifosi". Per la Cassazione si tratta di un'aggravante:


Il saluto romano costituisce una manifestazione esteriore che rimanda, per comune nozione storica, all’ideologia fascista, e quindi a un’ideologia politica sicuramente non portatrice dei valori paritari e di non violenza ma, al contrario, fortemente discriminante e intollerante. Questo tipo di saluto richiama ad regime totalitario che ha emanato, tra l’altro, leggi di discriminazione dei cittadini per motivi razziali.

La goliardia condita da saluti fascisti non è consentita.

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina: