Lippi dopo la disfatta: "Calma con i giovani" - Buffon: "Speriamo che questa figura ci aiuti per il futuro..."


Il cammino continua, dice Lippi. Quello della Confederations Cup è durato una appena partita, l'esordio discreto contro gli USA. Poi l'Italia ha finito la benzina ed ha rincorso invano il pallone contro Egitto e Brasile, incassando quattro goal in due partite. Che rischiavano di diventare 5 o 6 se i brasiliani avessero spinto ancora sull'acceleratore. Difficile liquidare con una sola motivazione la brutta parentesi sudafricana dell'Italia: gli azzurri hanno mostrato carenza fisica, reparti scollatissimi, mancanza di idee nella costruzione del gioco e l'involuzione di alcuni giocatori artefici della vittoria mondiale in Germania (ad esempio Zambrotta).

Lippi commenta in fretta e furia la situazione per rifugiarsi al più presto negli spogliatoi, per riflettere su cosa potrebbe cambiare:

"Siamo fuori e ci dispiace molto ma il nostro cammino prosegue. I giovani da inserire? Dall'esterno devono stare calmi e non spingere con i giovani, perché ci vuole personalità, esperienza, una certa abitudine a certe partite. Questo è quello che possiamo fare adesso. E ho detto adesso. Non vuol dire che anche in futuro sarà così. Certo ora non ci meritavamo di più. Andiamo in vacanza e riordiniamo le idee. Rinnovamento del gruppo? Arrivederci..."

Buffon non cerca alibi dopo gli squilli di fanfara suonati da lui stesso alla vigilia ("Possiamo battere sia Brasile che Spagna"):

"È giusto uscire: dobbiamo meritarci le cose senza aspettare aiuti dagli altri. È stato meglio così, perché siamo in un momento delicato e non siamo competivi. Quando facciamo pressing e mettiamo l'anima siamo una grande squadra, ma senza queste caratteristiche diventiamo vulnerabili. Tenete comunque conto che Cannavaro non si allenava da un mese e mezzo e che Gattuso tornava dopo sette. C'è voglia e speranza che i nostri giovani facciano un salto di qualità per darci una mano, ma bisogna capire che giocare con la maglia dell'Italia in queste partite non è come giocare in campionato, non è facile, perché ci vuole esperienza e personalità."

In realtà il portiere azzurro sembra abbastanza scettico sull'innesto di nuovi giocatori:

"E poi non vedo in giro tanti nomi di giovani per darci il cambio, forse anche perché il nostro campionato negli ultimi anni è diventato più modesto e meno competitivo. Santon? Ha avuto un problema muscolare in allenamento. Balotelli? Non ha il dono dell'ubiquità e adesso è con la Under 21. Troppa riconoscenza di Lippi verso chi ha vinto il mondiale? Speriamo che questa pessima figura ci aiuti per il futuro e permetta magari al nostro c.t. di mettere da parte la riconoscenza di cui si parla per ragionare meglio. I programmi di rinnovamento sono tutti cavolate, i giovani validi latitano. Servono critiche costruttive, perché con il gioco al massacro non ne veniamo più fuori".

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