La notte porta consiglio, Lippi fa retromarcia: "Nuovo modulo e nuovi giocatori"


Le dichiarazioni di Marcello Lippi, nervoso, nervosissimo, ai microfoni della Rai subito dopo la batosta contro il Brasile avevano fatto arrabbiare i tifosi più che lo svolgimento della gara stessa. Contro Kakà, Robinho, Luis Fabiano e soci la sensazione dell'appassionato medio, ne siamo certi, era stata più quella di rassegnazione e scoramento nel vedere la forza, la velocità e la freschezza dei brasiliani contrapposta alla pallidissima resistenza opposta dagli azzurri.

Sentire però il C.T. che commenta quasi stizzito la prestazione dei suoi e intima "l'esterno" a non spingere sui giovani e sul rinnovamento avrà sicuramente fatto saltare i nervi a più di qualcuno. Un altro argomento per dare forza alla retorica sull'arroganza di Lippi, individuata come causa di molti (forse troppi) dei mali dell'Italia. Il giorno dopo l'eliminazione dalla Confederations Cup il tecnico viareggino cambia completamente registro. Il rinnovamento ci sarà, cambio di modulo e di giocatori. La lezione è servita, almeno questo dicono le nuove parole.


Prendiamo degli schiaffi e torniamo a casa, ma la ricostruzione della nazionale è in corso. Io non avevo mai detto che era completata, e che questi sono i giocatori e con questi andiamo ai Mondiali. Quando le cose vanno male, si prende atto e si adottano le misure. Non sono venuto qui con gli occhi foderati di prosciutto, nessuno aveva mai detto che il rinnovamento era concluso. Io mai, me ne dovete dare atto. Quando sono tornato sulla panchina della nazionale ho cominciato un'opera di ricostruzione, c'erano i veterani e ho ritenuto fondamentale il loro apporto per la qualificazione. Ora c'è tanta chiarezza nella mia testa, mi sono reso conto di tante cose. Nomi non ne faccio, ma ho tratto le mie conclusioni. E non riguardano solo i «vecchi», ora ho le idee più chiare anche sui nuovi. Poi in certe situazioni soffriamo troppo, e serve una disposizione più equilibrata.



Insomma, la Nazionale che andrà al Mondiale non sarà questa, non avrà questo modulo (che evidentemente non possiamo reggere e che, non dimentichiamolo, era stato adottato con l'arrivo del "blocco-Udinese" in Nazionale, Di Natale, Pepe e Quagliarella) e dopo la cocente eliminazione certi giocatori, da Balotelli a Cassano a D'Agostino, avranno una possibilità in più di farsi largo, se il prossimo campionato dirà che sono loro i più forti e/o i più in forma.

I tifosi dell'Italia aspettano ora la traduzione delle parole, nuove, di Lippi nei fatti. Non sarà un anno facile per il nostro C.T. e rischia di essere un Mondiale, quello del 2010, ancora più difficile.

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