Zarate innamorato di Roma e della Lazio: "Biancoceleste a vita"


La tifoseria laziale ha un nuovo idolo: è Mauro Zarate che nel suo primo anno "italiano" ha mostrato dribbling e gol (ben 16), oltre ad aver aiutato i biancocelesti nella conquista della Coppa Italia. Riscattata dal presidente Lotito, ora l'argentino è totalmente un giocatore della Lazio fino al 2014 e dal Sud America, dove è in vacanza con familiari e amici, esprime tutta la sua felicità. Con una promessa ai suoi tifosi: "Resterei alla Lazio per tutta la carriera. Voglio migliorare insieme alla squadra e lottare presto per grandi traguardi, come scudetto e Champions League". Ma nelle sue parole non c'è soltanto l'ambizione di un 22enne, ma anche tutto l'amore per Roma e la sua gente.

"Quando sono arrivato a Roma mi sono subito sentito come a casa. Mi sono adattato immediatamente, perché la gente è molto simile rispetto all’Argentina. E’ molto socievole e affettuosa, e te lo dimostra in un modo che non esiste altrove. Per esempio il primo giorno che sono entrato nel ristorante sotto casa, il padrone del locale, sfegatato tifoso laziale, mi si è inginocchiato davanti e ha iniziato a urlare. Ricordo ancora l’imbarazzo che ho provato in quel momento. Più di una volta non mi fanno pagare il conto. La mancanza dell’asado argentino? C'è la pasta, se ne mangia davvero tanta in Italia. La pasta è sempre presente, non manca mai e io non ci rinuncio".

Spesso in giro ("A casa proprio non riesco a starci"), ammette di dormire tanto quando non ci sono allenamenti o partite; ma tornando a parlare di calcio spiega come sia allegro e unito lo spogliatoio laziale: "Sono entusiasta per il gruppo di compagni e il clima dello spogliatoio, ci si diverte sempre come matti. Foggia ne fa di tutti i colori. A volte capita di tornare negli spogliatoi a fine allenamento e rendersi conto che sono scomparse le scarpe. Altre volte ancora, può succedere di rovistare nel borsone e scoprire che qualcuno ci ha rovesciato dentro un flacone intero di shampoo. Siamo davvero un bel gruppo". Tuttavia serba anche un po' di rammarico per il totale silenzio di Maradona che non l'ha mai preso in considerazione per la Nazionale argentina.

"Non so se dire che me l’aspettavo, però ci speravo, anche se non ho ricevuto mai nemmeno una telefonata da Maradona. In ogni modo sono convinto che il lavoro paga, e se saprò confermarmi e migliorarmi potrei anche riuscire ad andare in Sud Africa con la Seleccion " assicura speranzoso. Poi la mente torna sulla Lazio e sul prossimo obiettivo dei capitolini: la conquista della terza Supercoppa Italiana in quel di Pechino. "E’ già nostra, non ci sono dubbi" ha detto guascone Zarate. Appuntamento al 9 agosto, Lazio-Inter al Nido d'Uccello di Pechino. Intanto i tifosi laziali possono godersi il loro argentino, un giovinotto che ha già cambiato 4 campionati ma che vuole metter radici a Roma.

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