L’aeroplanino non vola più: si ritira Vincenzo Montella

La parola del giorno in quel di Roma, sponda giallorossa, è ritiro: quello della squadra allenata da Luciano Spalletti che da oggi se ne starà per due settimane a Riscone di Brunico (Bz) dando così per prima il via alla stagione sportiva 2009/10, quello di Vincenzo Montella che ha deciso di appendere gli scarpini al


La parola del giorno in quel di Roma, sponda giallorossa, è ritiro: quello della squadra allenata da Luciano Spalletti che da oggi se ne starà per due settimane a Riscone di Brunico (Bz) dando così per prima il via alla stagione sportiva 2009/10, quello di Vincenzo Montella che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Saluta così il mondo del calcio uno degli attaccanti più prolifici e letali, un giocatore che ha fatto sognare diverse tifoserie e che in carriera ha segnato 141 gol in Serie A (divenendo così ad oggi il 27 cannoniere all-time). Diciamo la verità, ci mancherà l’Aeroplanino, se ne va un bomber capace di exploit che pochi colleghi hanno potuto vantare.

Uno dei pochissimi attaccanti ad aver segnato più di 50 gol in massima serie con due squadre diverse (Sampdoria e Roma), in grado 13 anni fa di siglare ben 4 doppiette di fila in campionato con la maglia dei blucerchiati. E ancora indimenticabile il poker in un derby di Roma in cui fece ammattire Alessandro Nesta (tutti e 4 i gol li realizzò nel primo tempo causando la sostituzione del forte difensore), così come la doppietta nell’1-2 di un Inghilterra-Italia del 2002. Con la maglia della Nazionale, indossata 20 volte, appena 3 le marcature, ma comunque partecipazione all’Europeo del 2000 e al Mondiale del 2002.

Per lui si prospetta ora un futuro da allenatore, con la Roma che pare disposta ad affidargli una delle squadre giovanili; ricordiamo che Montella, insieme a Totti, era l’unico superstite del terzo scudetto romanista del 2001 (si potrebbe aggiungere anche De Rossi che in qualche occasioni si aggregava alla prima squadra pur facendo parte della Primavera). Trentacinque anni, crebbe nell’Empoli dove esordì da professionista; quindi Genoa per un anno (condito da 21 gol), Sampdoria fino alla Roma, di cui può dirsi è divenuto una bandiera. Parentesi al Fulham e di nuovo alla Samp, la scorsa stagione l’ultimo anno alla Roma (12 presenze e zero gol). Ciao Vincenzino.