Landon Donovan contro Beckham: "E' uno che si è solo approfittato dei Los Angeles Galaxy"


Landon Donovan, il giocatore più talentuoso degli Stati Uniti, non ha digerito il comportamento di David Beckham ai Los Angeles Galaxy. L'invettiva contro l'inglese è di quelle pesanti e Donovan utilizza un'intervista per il libro "The Beckham experiment", scritto dal giornalista di Sports Illustrated, Grant Wah, per spiegare il suo dissenso verso l'ex milanista. All'americano non è andata giù la costrizione che lo praticamente destituito dal ruolo di capitano nei Galaxy a vantaggio di Beckham. Ma non solo, perché Donovan non ha gradito l'atteggiamento di Beckham, ritenuto poco serio a maggior ragione dopo la "fuga" verso il Milan:


"A luglio dell’anno scorso i giocatori dei Galaxy avevano capito che Beckham sarebbe anche potuto essere un buon compagno di squadra, ma di sicuro non andava bene come capitano. Un conto era partecipare agli eventi del club, un altro era motivare i compagni e sostenere la squadra davanti all’allenatore, mettendoci anche la faccia se necessario, cosa che Beckham non ha mai fatto. Penso che David non fosse felice e che avesse preso tutto questo come uno scherzo, non gli ho mai visto un’autentica dedizione alla squadra o un minimo di impegno nei confronti degli altri compagni. In fondo, non credo che gli avessimo chiesto poi così tanto”.


"Se qualcuno ti paga il doppio di qualunque altro giocatore della Major League Soccer, il minimo che si aspetta è che ti presenti agli allenamenti e alle partite, anche se sei squalificato, e ti allena e giochi con impegno. Si sente frustato negli States e il prestito al Milan conferma il fatto che ritiene il campionato americano una barzelletta. Forse non è un leader, forse non è nemmeno un capitano, non va bene, ma almeno dovresti dare il culo ogni giorno e questo non è accaduto. Lui si è girato verso di noi e ha detto 'ciao ciao, me ne vado. Qualcosa si è perso lungo il cammino, soprattutto dopo che Ruud Gullit ha lasciato. Io non credo che resterà qui per altri tre anni e comunque io non ho intenzione di passare i prossimi tre anni della mia vita nello stesso modo di prima. Non voglio avere nulla a che fare con un calcio inteso in questo modo".

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