Mourinho lancia un messaggio a Moratti: “Questa non è l’Inter dei miei sogni”

Primo giorno dopo le vacanze per José Mourinho, il tecnico portoghese è tornato da pochissimo in Italia, e arriva subito il momento della prima conferenza stampa della stagione. Lo Special One non ama i giornalisti, almeno questa è quello che vuole farci credere, ma come al solito è in grado di far arrivare il messaggio

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Primo giorno dopo le vacanze per José Mourinho, il tecnico portoghese è tornato da pochissimo in Italia, e arriva subito il momento della prima conferenza stampa della stagione. Lo Special One non ama i giornalisti, almeno questa è quello che vuole farci credere, ma come al solito è in grado di far arrivare il messaggio a chi lo ascolta. In questo caso il messaggio è per il presidente Moratti e suona come un avvertimento, cordiale quanto si vuole, ma pur sempre un avvertimento: “Lavorerò al massimo, ma questa non è la rosa che sognavo due mesi fa e non sono Harry Potter“.

Insomma, anche se la rosa dei nerazzurri può contare su un Thiago Motta ed un Milito in più, Mourinho non ha soddisfatto e sogna ancora il duo Carvalho-Deco, una trattativa che sembrava praticamente fatta, ma che l’Inter ha bloccato perché non intende sottostare alle condizioni del Chelsea che a ben vedere non sono certamente proibitive. Di sicuro non sarebbero state proibitive per l’Inter di qualche anno fa. L’allenatore non ha comunque intenzione di fare le bizze, almeno non contro la sua società, ed individua nei 28 giocatori in rosa, troppi, la maggiore difficoltà per arrivare al difensore centrale e al trequartista che sogna.

Non è invece positivo avere 28 giocatori in rosa, soprattutto se c’è gente non gradita. La mia idea non cambierà. Con la società abbiamo pensato ad otto giocatori in uscita e quattro in entrata in posizioni e funzioni specifiche per far crescere la squadra nella nostra direzione. In questo momento, non è una critica al mio club, di otto giocatori ne sono usciti quattro, e di questi tre erano in scadenza di contratto e uno è andato in prestito. Significa che il mercato ha portato alla cassaforte dell’Inter zero euro. E quando la società non fa soldi l’allenatore deve essere molto pragmatico. Lavoro di più ma non posso fare miracoli, Harry Potter non sono io. Non parlo di giocatori che qui non ci sono né di quelli che possiamo avere o volere. Se arriva un trequartista o un difensore centrale bene, ma non credo che accadrà.


Mourinho è convinto che in questa situazione l’Inter non possa ancora competere alla pari, in Champions League, con le 3-4 squadra più forti come Barcellona e Real Madrid, ma siccome la coppa è “il trofeo dei dettagli“, come li chiama lui, non è detto che l’Inter non possa vincere ugualmente. Un’Inter, quella di Mou, che non ha ancora un’anima tattica ben definita, ma che l’allenatore è convinto di poter riportare a 3 punte nonostante le difficoltà che nella scorsa stagione lo abbiano spinto spesso a preferire un centrocampista in più.

Non poteva naturalmente mancare un commento sul possibile arrivo di Nedved, arrivo che Mou liquida rapidamente: “non parlo di giocatori che non sono qui“. Dovesse arrivare avrà sicuramente parecchie cose da dire in merito.

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