Il Napoli riparte in Austria, Donadoni: “Ci sono le premesse per una grande stagione”

C’è Aurelio De Laurentiis che non ha peli sulla lingua e non si tira indietro quando si tratta di bacchettare i suoi giocatori o situazioni che non gli vanno giù, c’è Pierpaolo Marino che fa il suo lavoro di direttore sportivo con la giusta dose di conferme e smentite per disorientare le concorrenti di mercato,


C’è Aurelio De Laurentiis che non ha peli sulla lingua e non si tira indietro quando si tratta di bacchettare i suoi giocatori o situazioni che non gli vanno giù, c’è Pierpaolo Marino che fa il suo lavoro di direttore sportivo con la giusta dose di conferme e smentite per disorientare le concorrenti di mercato, poi c’è Roberto Donadoni che del trio napoletano è il più misurato: il tecnico dei partenopei è tipo diplomatico, pacato nelle dichiarazioni, ambizioso ma senza ostentazioni, capace di parlare ai giocatori e alla stampa con un self control invidiabile. Inevitabile dunque che nella prima conferenza stampa della stagione, l’ex ct azzurro non si sbilanci, anche se non riesce a rimanere del tutto abbottonato.

Sapete che io non amo fissare obiettivi, diciamo però che non mi voglio neppure nascondere. So che c’è la concreta possibilità di ottenere buoni risultati e guardiamo all’inizio del campionato con grande convinzione” ha detto Donadoni da Lindabrunn, Austria, dove la truppa azzurra s’è riunita per dare il a questa nuova annata. “Non mi piace mai dichiarare obiettivi ma questa squadra può davvero far bene. Stato d’animo? Lo stesso che ci ha animato quando ci siamo salutati. Sarà una stagione importante, ma quale anno non è importante nel calcio? Sicuramente ci sarà tanto da lavorare e per questo abbiamo scelto un centro sportivo qui in Austria di ottimo spessore e siamo fiduciosi sulla preparazione che andremo ad affrontare” ha continuato il mister.

Il Napoli probabilmente è la squadra, dopo la Juve, che ha operato con maggior vigore nel mercato estivo: De Sanctis in porta, Campagnaro e Zuniga in difesa, Cigarini in mediana e Quagliarella nel reparto avanzato. E non è ancora finita perché la dirigenza dei campani sta lavorando per portare alle pendici del Vesuvio un esterno e una prima punta: “Io credo principalmente che si sia allestita una squadra omogenea ed abbiamo rivolto l’attenzione proprio verso questo aspetto. Per il resto io penso che nel bagaglio di conoscenza di un professionista ci siano la completezza e la versatilità per poter lavorare in tanti modi. La mia filosofia è quella di giocare per vincere ogni partita. Ed il mio compito è quello di valutare le capacità del gruppo e trarne il massimo in termini di gioco e mentalità“.

Non poteva non esserci un riferimento al Pocho Lavezzi, un tormentone sulla sua possibile partenza da Napoli che ha tenuto banco un mese fa: “L’ho visto sereno e tranquillo. Il Pocho credo sia anche molto motivato. Ma questo non vale solo per lui, bensì è un discorso da estendere a tutti. Non voglio una squadra che si appoggi su uno o due giocatori ma sull’intero gruppo. Noi abbiamo bisogno di tutti e non possiamo fare a meno di nessuno” ha chiosato ancora diplomatico Donadoni. Lui è fatto così, poche parole, quelle giuste, tanta voglia di dimostrare sul campo quanto vale il suo lavoro e la sua squadra. Che sia l’anno del Napoli? Gli appassionati tifosi del “Ciuccio” ci sperano.