Il Siena insegue l’ennesima salvezza: “Sarà il nostro scudetto”

Qualche anno fa le squadre che non erano mai retrocesse dalla Serie A alla B erano cinque: nel giro di un paio di stagioni ben tre di questi club hanno assaporato l’acredine di una retrocessione. Prima la Juve, poi il Chievo e infine il Parma; così a resistere stoicamente rimangono solo due società: l’Inter, che


Qualche anno fa le squadre che non erano mai retrocesse dalla Serie A alla B erano cinque: nel giro di un paio di stagioni ben tre di questi club hanno assaporato l’acredine di una retrocessione. Prima la Juve, poi il Chievo e infine il Parma; così a resistere stoicamente rimangono solo due società: l’Inter, che come risaputo non ha neanche mai disputato un campionato diverso da quello di Serie A, e il Siena. La piccola società toscana salì per la prima volta nella massima serie nel 2003 e da allora ha messo in fila sei salvezze; da due giorni è iniziato il pre-ritiro a Colle val d’Elsa, prima di partire per il Trentino lunedì e ivi rimanerci fino al termine di luglio.

Abbiamo fatto un ottimo mercato. Abbiamo preso ragazzi che migliorano la rosa, spero che il pubblico sia contento. Siamo sicuramente più competitivi dell’anno scorso. Tutti gli anni diventa più difficile per una squadra come la nostra, andiamo avanti grazie lo sponsor (il Monte dei Paschi, ndr) e grazie alla bravura dei dirigenti che ci hanno consentito di fare alcune plusvalenze. Qualche separazione è stata dolorosa per noi, anche dal punto di vista affettivo, ma per il Siena è normale che sia così” ha detto il presidente Giovanni Lombardi Stronati, attivo più che mai insieme al ds Manuel Gerolin durante questa sessione di mercato.

Nella città del Palio sono arrivati molti volti nuovi: dagli juventini Ekdal e Paolucci, allo svincolato Fini; e ancora Genevier dal Pisa, il portiere Pegolo, gli ex parmensi Parravicini e Reginaldo, oltre ai difensore Filipe (dalla Roma), Garofalo (dal Grosseto) e Ghomsi (dall’Avellino). Tante anche le partenze: le più importanti senza dubbio quelle di Kharja, Galloppa e Zuniga, ma non indifferenti anche gli addii di Frick, Coppola e Del Prete. Insomma una mezza rivoluzione che però non ha scomposto gli equilibri di una squadra che può contare sempre e comunque sulla spina dorsale storica: Portanova, Vergassola e Maccarone. E su un allenatore, Marco Giampaolo, che è rimasto e ora vuole fare ancora meglio di l’anno scorso.

Avevo un accordo verbale con il presidente: se fosse arrivata la grande occasione, sarei potuto andar via. L’occasione per un momento è arrivata (contatti con la Juve, ndr), poi è sfumata. Nel frattempo c’è anche poi stata una discussione tecnica con la società, ma questo è normale. Io ho grande entusiasmo, e so che sarà un torneo duro e difficile” ha detto il tecnico di Bellinzona che sul finire dello scorso campionato aveva avuto qualche problema con alcuni elementi della rosa senese, tutti alla fine ceduti o svincolatisi. “A Siena i campioni pensiamo di formarli più che acquistarli. Tanti attaccanti? Lo scorso anno eravamo uno dei peggiori attacchi, spero che adesso giochino tutti insieme e facciano tanti gol” ha chiosato quindi Lombardi Stronati. La Robur non vuole smettere di sognare.

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