Omicidio Sandri: Spaccarotella condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo

La corte d’Assise di Arezzo ha condannato a sei anni di reclusione l’agente di polizia Luigi Spaccarotella che l’11 novembre 2007 sparò ed uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri nell’area di servizio Badia al Pino sulla A1. Dopo nove ore di camera di consiglio la corte ha derubricato il reato da omicidio volontario a colposo,


La corte d’Assise di Arezzo ha condannato a sei anni di reclusione l’agente di polizia Luigi Spaccarotella che l’11 novembre 2007 sparò ed uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri nell’area di servizio Badia al Pino sulla A1. Dopo nove ore di camera di consiglio la corte ha derubricato il reato da omicidio volontario a colposo, mentre il Pubblico Ministero Giuseppe Ledda, aveva chiesto 21 anni, con la riduzione di un terzo della pena per la concessione delle attenuanti generiche, per omicidio volontario con dolo eventuale. (Le Foto di Gabriele Sandri)

Al momento della lettura della sentenza di primo grado ci sono state violente reazioni da parte degli amici di Sandri presenti in aula, che sono stati allontanati dal presidente della Corte, mentre i familiari erano amareggiati e dispiaciuti per una sentenza dal loro punto di vista non soddisfacente. Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, ha cercato di riportare la calma tra gli amici-tifosi che protestavano ed insultavano la corte e gli avvocati difensori di Spaccarotella

“Facciamola finita, non uccidiamo Gabriele per la terza volta. La prima volta due anni fa; oggi i giudici. Non possiamo uccidere Gabbo per la terza volta. Basta”.

La madre di Sandri è stata portata via in ambulanza a causa di un malore, mentre il Padre, Giorgio Sandri, a margine delle lettura della sentenza ha parlato di una grandissima ingiustizia e ha commentato dicendo che: “Mi vergogno di essere italiano. Non sono bastati cinque testimoni a dire cosa ha fatto Spaccarotella. Evidentemente la divisa paga. Per fortuna adesso c’è la giustizia divina”. L’agente di polizia condannato non era in aula, e non ha quindi assistito alla lettura, ma era a casa “incrociando le dita e pregando” come ha dichiarato uno dei suoi avvocati.

L’imputato in questi quattro mesi di processo di primo grado si era sempre rifiutato di rispondere alla domande dei giudici, appellandosi al diritto di tacere, e solo una volta era entrato in aula per fare un brevissima dichiarazione concordata con i suoi legali: “Ho alzato istintivamente un braccio, forse tutti e due, ed è partito un colpo di pistola. Non era mia volontà uccidere”. Gli amici di Sandri hanno continuato la protesta fuori dal palazzo di giustizia, mentre gli avvocati di Spatarella, Federico Bigattini e Francesco Molino, hanno dichiarato di essere contenti esito delle sentenza ma che faranno ricorso perché dal loro modo di vedere è comunque eccessiva.

«E’ stato riconosciuto quanto lui ha sempre detto, e cioè di non aver voluto ammazzare nessuno. Ovviamente la pena è molto gravosa, troppo eccessiva, e su questo punto faremo appello. Intanto usciamo dall’omicidio volontario, che evidentemente è il risultato al quale tendevamo»

Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi

Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi

Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi
Gabriele Sandri, le foto del tifoso della Lazio rimasto uccisi

I Video di Calcioblog

Video, Olbia-Monza, Berlusconi ai tifosi: “Scusate, vi devo salutare perché devo andare a [email protected]