Nervi tesi tra capitan Rosina e alcuni tifosi granata, Colantuono fa da paciere

Durante la seduta di allenamento di ieri, si sono veriticati degli screzi tra il capitano del Torino, Alessandro Rosina, e alcuni tra i tifosi radunati sugli spalti, ai quali il giocatore ha reagito, isultandoli pesantemente, dopo che lo avevano preso di mira imputandogli scarso impegno nel corso degli esercizi di preparazione. In seguito allo spiacevole


Durante la seduta di allenamento di ieri, si sono veriticati degli screzi tra il capitano del Torino, Alessandro Rosina, e alcuni tra i tifosi radunati sugli spalti, ai quali il giocatore ha reagito, isultandoli pesantemente, dopo che lo avevano preso di mira imputandogli scarso impegno nel corso degli esercizi di preparazione. In seguito allo spiacevole episodio, il preparatore atle­tico Montesanto è stato costretto a spostare la squadra dall’altra parte del campo, prima che la situazione venisse risolta dal tecnico Colantuono, coinvolgendo i supporters dissidenti in un’animata conversazione protrattarsi per circa mezz’ora. Il fantasista ha poi dichiarato a questo proposito ai microfoni della stampa:

Io non dovevo chiarirmi proprio con nessuno. Come non aspettavo le loro scuse, così non ho chiesto scu­sa a loro. Posso anche capirli, è giusto prendersela con noi, siamo retrocessi, siamo in tor­to: ma così no. Un conto è la critica, un altro l’offesa o l’ac­canimento persecutorio. Or­mai sono un bersaglio, pizzi­cano Rosina, non il capitano: a prescindere. A Torino sto be­ne, c’è tanta gente che mi ri­spetta e che mi giudica con equilibrio: per loro darò sem­pre tutto me stesso. Ma chi non dà rispetto, non lo merita: quindi lo rifarei e se succederà un’altra volta lo rifarò. Se a of­fendere sono in cento o in mil­le, per forza devi stare zitto. Ma quando è uno solo o sono in due, perché tacere? Io ho reagito per tutelare tutta la squadra, non solo me stesso. Certo che mi sento ancora il capitano: sinché i compagni e le persone che lavorano nel To­ro mi danno fiducia, io conti­nuerò a esserlo. Questa maglia me la sento addosso: come il presi­dente, sì.

I Video di Calcioblog