Balotelli: "Se gioco bene e Lippi non mi chiama, potrei andare al Mondiale col Ghana"


In un'intervista rilasciata ieri al Corriere dello Sport, il giovane talento dell'Inter, Mario Balotelli, ha parlato dei suoi obiettivi in vista della prossima stagione, che sarà decisiva per conquistare un posto al Mondiale sudafricano. L'attaccante si è mostrato come sempre molto spavaldo dichiarando a proposito delle potenzialità della squadra nerazzurra:

Quest’Inter può battere tut­ti, anche il Real Madrid. Io punto a vincere scudetto, Supercoppa e Champions. Già lo scorso anno ci sia­mo andati vicini. Contro il Manchester la differenza è stata poca. Al ritorno ogni volta che attaccavamo, loro soffriva­no. Gli episodi hanno cambiato la par­tita. Come successo in Italia-Germa­nia con l’Under 21. Dovevamo vince­re 5-0 e invece siamo stati eliminati

aggiungendo poi a proposito del suo rapporto con il compagno di reparto Zlatan Ibrahimovic e della possibile concorrenza del nuovo acquisto Diego Milito:

Abbiamo due caratteri molto simi­li e quando giochiamo può capitare di mandarsi a quel paese, ma non è nien­te di grave anche perché dopo la par­tita scherziamo. Lui è un giocherello­ne. E soprattutto è uno dei tre calcia­tori più forti al mondo, assieme a Messi e Ronaldo. Ibra, Milito e io pos­siamo giocare insieme. Come? Ibra e io dietro a Milito oppure loro due davanti e io trequartista. Questa posizione mi piace e nelle gio­vanili l’ho ricoperta spesso



e concludendo con un commento sulla sua possibile partecipazione ai prossimi Mondiali con la maglia azzurra o con quella del suo paese natale, il Ghana, dal quale qualche settimana fa è arrivata un'offerta in tal senso:

Di quello non parlo perché ho idee mie, un po’ diverse da tutti. Se dico ciò che penso, salta fuori un casino. Vo­glio discuterne prima con i miei genitori che per me sono un punto di riferimento fondamentale. Per il momento non ho preso nessuna decisione e, come tutti, aspet­to la chiamata di Lippi. Se non arrive­rà però dovrò riflettere bene. Inten­diamoci, se faccio schifo è giusto che non sia convocato, ma se faccio bene quest’anno non so se riuscirei a dire no e per questo dico che è una cosa sulla quale dovrei riflettere molto. C’entra anche l’orgoglio, perché il mio paese è l’Italia e cambiare sarebbe dura. Per natura sono un po’ pessimista, ma alla fine sono convinto che tutto andrà bene.

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