Ibrahimovic caustico: “Basta col calcio di Mourinho”

E ora? Come giocherà l’Inter? Negli ultimi anni i nerazzurri hanno assunto un ruolo di dominatori assoluti del campionato italiano di calcio con due allenatori diversi: Mancini prima, Mourinho poi. Due guasconi che si sono affidati a un’altra personalità forte, uno svedese di origini slave passato dall’Olanda e da Torino, un attaccante forte fisicamente ma


E ora? Come giocherà l’Inter? Negli ultimi anni i nerazzurri hanno assunto un ruolo di dominatori assoluti del campionato italiano di calcio con due allenatori diversi: Mancini prima, Mourinho poi. Due guasconi che si sono affidati a un’altra personalità forte, uno svedese di origini slave passato dall’Olanda e da Torino, un attaccante forte fisicamente ma agile come una ballerina quando s’è trattato, in queste trionfali stagioni, di metterla dentro col tacco o di stoppare palloni volanti. Due allenatori che, in ogni modo, pensavano al calcio in maniera differente: più ariosa la manovra immaginata da Mancini, più pragmatico il gioco di Mourinho.

Il portoghese l’anno scorso ha consegnato le chiavi del reparto avanzato dell’Inter al suo uomo di fiducia, Zlatan Ibrahimovic. Criticato dai detrattori, osannato (seppur con qualche riserva) dagli ammiratori, lo Special One è tipo che bada al sodo: Drogba allo Stamford Bridge, Ibra al Meazza, lui vuole il terminale pesante lì davanti. Che piaccia o no, lui vuole solo vincere. Ma ora che lo svedese è a un passo dal Barcellona la domanda che sorge spontanea è quella d’apertura: e ora? Si inventerà qualcosa, materiale umano ne ha. Il calcio in fondo si avvicina meno alla matematica e più alla filosofia. Di certo fa specie sentire il diretto interessato, Ibrahimovic appunto, dire la sua. Causticamente.

Questo non è il mio calcio. Sono stufo di pedalare inseguendo palloni getta­ti in avanti senza costrutto” è quanto dichiarato dal numero 8 nerazzurro che non vede l’ora di mettersi a servizio di Guardiola, beneficiando degli assist di Messi, Xavi e Iniesta. I due spagnoli sono centrocampisti con fosforo a palate, che ti rendono la vita facile, un ruolo chiave nel calcio moderno che all’Inter non ricopre nessuno. Da molto, troppo tempo. Sarà capace Motta? O Hleb? Difficile dirlo, ma alla Pinetina urge lavagnetta e gesso per cambiare tattica. Gli assist chilometrici di Samuel potrebbero non bastare più. Ne è felice Ibrahimovic, un grattacapo per Mourinho.

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