Salta l’affare Obinna per il Napoli. Difficile anche la trattativa per De Sanctis

Una questione di diritti di immagine e il Napoli non vuole assolutamente privarsene, come ha spiegato il presidente De Laurentiis. Un cavillo importante che ha già fatto saltare l’accordo con l’attaccante interista, Victor Nsofor Obinna. Martina, procuratore del nigeriano, ha riferito a Marino che non intende cedere i diritti di immagine di Obinna al Napoli,

di antonio


Una questione di diritti di immagine e il Napoli non vuole assolutamente privarsene, come ha spiegato il presidente De Laurentiis. Un cavillo importante che ha già fatto saltare l’accordo con l’attaccante interista, Victor Nsofor Obinna. Martina, procuratore del nigeriano, ha riferito a Marino che non intende cedere i diritti di immagine di Obinna al Napoli, come prevedono tutti i contratti dei giocatori del club azzurro. E’ praticamente sul punto di non ritorno, per l’identico motivo, anche la trattativa che doveva portare nel capoluogo campano Morgan De Sanctis. Il portiere lascia aperto uno spiraglio:

Bisogna parlarne con Marino e con il mio procuratore che sta cercando di risolvere questa situazione. Accordo saltato definitivamente? Non mi risulta, forse si può mettere tutto a posto”. De Sanctis ha ceduto ad un’azienda di attrezzature sportive i suoi diritti di immagine (è testimonial dei guanti) fino a dicembre e, secondo il contratto pubblicitario con il Napoli, dovrebbe disdirlo e pagare una penale. De Laurentiis non cede di un millimetro sulla questione e manda un “avviso” anche ai sudamericani del Napoli, rei di praticare una vita troppo sregolata:

“Non c’è accordo e così i giocatori non arriveranno. Per Obinna il discorso è chiuso. Sul portiere forse. Per noi i diritti d’immagine sono fondamentali. Io sono imprenditore e intendo il calcio come un’azienda. Perciò ritengo che i diritti d’immagine debbano essere nostri. Spero che gli altri club si accodino, altrimenti si va avanti per la mia strada: tanto di giocatori al mondo ce ne sono tanti… Con Lavezzi parlerò da presidente a dipendente, lo farò con tutti i giocatori come fa un capo d’azienda coi suoi professionisti. Ma avremo altre figure professionali accanto alla squadra, a partire da un team manager. Comunque, specie ai sudamericani, chiederò di essere seri e professionali anche nella vita quotidiana, evitando di andare in giro la notte e prima delle partite. Che si mettano al servizio del gruppo, piuttosto”.

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