Juve, Cannavaro a testa alta: “Qui per vincere come in passato”

A 36 anni la pellaccia è dura: chi se non uno scugnizzo napoletano adulto e vaccinato poteva tornare lì, sul luogo del delitto, dopo 3 anni? Dopo i fischi del Comunale quando indossava la maglia del Real Madrid, dopo quelli di Pinzolo da parte di alcuni dei suoi nuovi/tifosi, dopo tutto questo Fabio Cannavaro oggi


A 36 anni la pellaccia è dura: chi se non uno scugnizzo napoletano adulto e vaccinato poteva tornare lì, sul luogo del delitto, dopo 3 anni? Dopo i fischi del Comunale quando indossava la maglia del Real Madrid, dopo quelli di Pinzolo da parte di alcuni dei suoi nuovi/tifosi, dopo tutto questo Fabio Cannavaro oggi era in sala stampa, petto in fuori, lingua sciolta, per riprendersi la Juve. L’aveva lasciata in B, la ritrova pronta a vincere di nuovo: “In questi anni sono cambiate tante cose, ma la mentalità vincente è rimasta, quella fa parte della cultura del club. E io sono tornato per vincere ancora e per mettere a disposizione tutta la mia esperienza. Io mi sento bene e credo di poter ancora dare tanto sul campo. La squadra è competitiva e rinforzata ancora rispetto all’anno scorso. L’importante è pensare solo a noi stessi, essere consapevoli della nostra forza e non fare paragoni con gli altri“.

Ma inevitabilmente deve tornare alla fuga di 1000 giorni fa: “Sono davvero dispiaciuto per questa contestazione. Nel 2006 ci siamo lasciati trovando la soluzione migliore per tutti, la società ha monetizzato e io sono andato all’estero. Ma il primo ad essere rammaricato di dover andare via ero io. A Torino io e la mia famiglia stavamo bene e gli Scudetti vinti sul campo li sento ancora miei. In questi giorni ho avuto modo di parlare con dei tifosi che mi hanno detto di non aver gradito alcune mie dichiarazioni riguardo una mia preferenza del Napoli rispetto alla Juventus. Io non ho mai ricevuto offerte da altre squadre e appena Alessio Secco mi ha fatto capire che mi rivolevano, ho subito accettato“.

Mi è dispiaciuto che qualcuno possa aver interpretato male le mie parole, io non avevo intenzione di mancare di rispetto a nessuno. Spero che questa situazione possa finire, soprattutto per il bene della squadra. In questi giorni ho visto un bel clima attorno alla squadra e lavorare in serenità non può che aiutarci” ha tagliato corto l’ex Pallone d’Oro, capitano della Nazionale Italiana. Non più Fabio Cannavaro, ora il suo timoniere è un compaesano, Ciro Ferrara: “Ovviamente lo chiamo mister. Con lui c’è stima e amicizia, ma ora lui è l’allenatore ed è lui che fa le scelte. Anche se ammetto che è strano vederlo in questa veste“. E i compagni di una vita: “Con loro ho sempre avuto un buon rapporto e quando sono andato via ho spiegato loro le mie motivazioni. In questi anni ci siamo sempre sentiti e visti in Nazionale“. Ce la farà, Fabio, a riconquistarsi la fiducia dei supporters della Vecchia Signora?

I Video di Calcioblog

Video, Olbia-Monza, Berlusconi ai tifosi: “Scusate, vi devo salutare perché devo andare a [email protected]