Khouma El Babacar, “the best next thing” della Fiorentina

Assomiglia a Papa Waigo, indossa il viola come lo ha fatto il connazionale e i tifosi fiorentini lo scambiano per lui: ciò nonostante il suo nome è Khouma el Babacar e gli addetti ai lavori, ma non solo, sono convinti che sarà un crack. Sedici anni e classe da veterano, questo giovanotto viene dall’Accademia di


Assomiglia a Papa Waigo, indossa il viola come lo ha fatto il connazionale e i tifosi fiorentini lo scambiano per lui: ciò nonostante il suo nome è Khouma el Babacar e gli addetti ai lavori, ma non solo, sono convinti che sarà un crack. Sedici anni e classe da veterano, questo giovanotto viene dall’Accademia di Forta Ventura, Canarie, dove Franco Rondanini lo ha tirato su con cura: “Ricordo che venni a Firenze dopo un viaggio in macchina di 4 ore con Baba e altri ragazzi africani per una partita organizzata proprio per loro. Era stanco, non dette il meglio di sé, ma toccò due palloni e segnò due reti da cineteca. Corvino, che sa il fatto suo ed è uno dei migliori professionisti del settore giovanile, nonostante la prestazione non esaltante del Baba, non ci pensò due volte a mettergli la maglia viola addosso. A Viareggio inoltre erano in molti a seguirlo, c’erano molti osservatori e rappresentanti di club“.

Il Manchester United, il Barcellona e il Real Madrid chiesero di lui, ma la Fiorentina arrivò prima. Contratto e via, passaggi veloci dai Giovanissimi e dagli Allievi, fino alla Primavera e alla Prima Squadra: quattro mesi fa, quando Cesare Prandelli volle che il ragazzo si allenasse con Mutu e Gilardino. Quest’anno è partito per Cortina d’Ampezzo, ritiro coi grandi, e in amichevole contro la formazione locale subito tre gol: “E’ veloce, è forte tecnicamente, di testa e di piede. Io lo vedo come un grande regista, che segna e fa segnare. E’ un classe ’93, quindi ha margini di miglioramento incredibili” ha detto di lui ancora Rondanini, quasi un padre per lui oltre che fondatore della European Football University, l’Accademia di cui sopra. Ed egli, Babacar, cerca di mettere in difficoltà l’allenatore dei viola.

Il mio idolo è Didier Drogba” ha asserito pochi giorni fa, un giocatore stratosferico che, chissà, l’anno prossimo potrebbe sfidarsi proprio col senegalese in una partita di Champions, e Babacar in quanto a fisico ed esplosività non gli avrà niente da invidiare. Ma dopo i tre gol nell’amichevole suddetta s’è procurato una lesione muscolare di primo grado alla giunzione miotendinea del bicipite femorale: dieci giorni di stop. Smorfia di dolore, poi di nuovo il sorriso per firmare gli autografi dei supporters gigliati. Per la seconda parte del ritiro della Fiorentina lui sarà ancora là, a correre e sudare. “Dategli tempo, il suo talento uscirà tra poco e si farà valere. E’ maturo non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologicamente, e questo è molto importante” ha chiosato Rondanini. Segnatevi dunque questo nome: signore e signori, Khouma el Babacar!

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