La Germania passa ai rigori: ora l’Italia!

Ai quarti di finale si deve fare irrimediabilmente sul serio (a parte il mondiale nippocoreano verrebbe da dire, in cui uno dei quarti era Senegal-Turchia) ed è così che i padroni di casa dopo 4 partite con avversari non proprio irresistibili si trovano ad affrontare la temibile Argentina. Lo stadio di Berlino è stracolmo per

Ai quarti di finale si deve fare irrimediabilmente sul serio (a parte il mondiale nippocoreano verrebbe da dire, in cui uno dei quarti era Senegal-Turchia) ed è così che i padroni di casa dopo 4 partite con avversari non proprio irresistibili si trovano ad affrontare la temibile Argentina. Lo stadio di Berlino è stracolmo per assistere a un match che si preannuncia infuocato: i panzer vengono da un facile 2-0 con la Svezia partorito da un uno-due di Podolski, la Seleccion arriva all’Olympiastadion con 120 minuti nelle gambe e una vittoria sofferta contro il Messico, un 2-1 con gol stupendo di Maxi Rodriguez.

Peckerman preferisce Tevez a Saviola e Coloccini a Scaloni, la Germania di Klinsmann può dirsi in formazione tipo. Inizia la gara e le squadre paiono studiarsi, passano i minuti e lo studio sembra ancora in intenso: la realtà è che passano 45 minuti brutti, giocati col freno a mano tirato da entrambe le squadre, con un Germania impaurita dall’Argentina e con i sudamericani ancora stanchi dall’ottavo di finale. Al duplice fischio di Michel l’impressione è che il secondo tempo sarà sicuramente migliore ed infatti dopo 4 minuti lo infiamma Ayala, ex Napoli e Milan, che di testa su calcio d’angolo di Riquelme batte un incolpevole Lehmann. I padroni di casa a questo punto devono riprendersi dal torpore e si gettano in avanti con cuore, questo sì, ma con pochissima lucidità; l’Argentina dal canto suo si affida al contropiede ma né Tevez, né Maxi, né tantomeno Crespo riescono ad incidire.

Inizia allora la girandola delle sostituzioni con Abbondanzieri colpito duro da Klose che deve lasciare il campo per Franco, portiere dell’Atletico Madrid e poi, sempre per l’Argentina, esce Riquelme per Cambiasso e Crespo per Cruz. La Germania invece sostituisce Schneider con Odonkor e Schweinsteiger con Borowsky: neanche il tempo di risistemarsi e a 10 minuti dal termine la Germania trova il pari. Cross di Ballack, sponda aerea di Boroswky e palla al compagno di squadra nel Werder Brema Klose che di testa batte Franco e diventa il primo giocatore di sempre a siglare 5 o più gol in due mondiali di fila. Klinsmann tira un sospiro di sollievo, pensa ai rigori e sostituisce proprio Klose con Neuville, più abile dagli 11 metri, e così passano ancora 40 minuti senza emozioni (a parte un tiro cross di Coloccini sulla traversa).

Fino ai rigori, una specialità di casa per le due nazionali che nella loro storia ai mondiali avevano vinto entrambe 3 volte su 3 la lotteria dei rigori (ora le statistiche vanno aggiornate). Il succitato Neuville non sbaglia, Cruz nemmeno; Ballack trafigge ancora Franco, Ayala si fa bloccare la conclusione da Lehmann (che aveva già parato in Champions un rigore a Riquelme). Podolski e Maxi non sbagliano e alla quarta tornata Borowski fa centro e Cambiasso sbaglia.

Finisce in rissa coi giocatori dell’Argentina contro alcuni signori in giacca e cravatta, tra cui Bierhoff. Ma tant’è, la Germania è in semifinale e l’attenderà l’Italia.

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