Sir Alex Ferguson all’attacco contro il City: “Sono una piccola squadra con una piccola mentalità”

Nel bel centro della piovosa e grigia Manchester campeggia un grosso tabellone pubblicitario che mostra un Carlos Tevez a braccia larghe su sfondo azzurro, “Welcome to Manchester” è la provocante frase che accompagna l’immagine. Il City e lo United, la loro rivalità, sono una delle cose che più caratterizzano la città del Lancashire, non sorprende


Nel bel centro della piovosa e grigia Manchester campeggia un grosso tabellone pubblicitario che mostra un Carlos Tevez a braccia larghe su sfondo azzurro, “Welcome to Manchester” è la provocante frase che accompagna l’immagine. Il City e lo United, la loro rivalità, sono una delle cose che più caratterizzano la città del Lancashire, non sorprende dunque che il passaggio di un attaccante così importante da una squadra all’altra sia accompagnato da scambi di vedute tra le due anime calcistiche. I tifosi del City hanno sempre ritenuto che la loro fosse la vera squadra di Manchester, tecnicamente lo United ha la sua sede nel distretto di Trafford, evidentemente però sono i Red Devils, con i loro successi, ad aver esportato meglio il nome della città e Sir Alex Ferguson ha colto l’occasione per dire la sua sui rivali.

Evidentemente il lavoro dei pubblicitari è stato ottimo se il loro manifesto ha colpito l’allenatore scozzese che in questo momento si trova a migliaia di chilometri di distanza, in Malesia: “È del City vero? Sono un piccolo club con una piccola mentalità. Non possono far altro che parlare del Manchester United, non riescono a non pensarci. Questa arroganza verrà ripagata, sarà uno stimolo per noi. Pensano che prendendo Carlos Tevez da noi sia un trionfo, ma è poca roba”. Questa acredine nei confronti dei rivali ha forse una sua origine che la rende diversa da una semplice antipatia stracittadina. Negli ultimi anni il City per Ferguson è stato poco più di un grattacapo, soltanto in una stagione con Eriksson alla guida i Citizens riuscirono a vincere entrambi i derby. Nel settembre di venti anni fa lo scozzese subì però ad opera dei “cugini” una delle sconfitte più umilianti: il City, neo promosso, umiliò il ben più blasonato United, da lui guidato, con un roboante 5-1. L’allenatore dei Red Devils rincara quindi la dose:

“Sapete qual è il più grosso trionfo per il City? Portare tutti quei giocatori lì, non so se ci faranno qualcosa. Non è facile entrare tra le prime quattro della Premier League, quindi non puoi far altro che compare giocatori. Tutti quei soldi sono una buona attrazione per le persone al giorno d’oggi, è il motivo per cui molti accettano di andare lì. All’ultimo minuto, posso garantirlo io, sia Emmanuel Adebayor che il suo agente ci hanno telefonato pur avendo già raggiunto un accordo con il City ed hanno fatto lo stesso con il Chelsea“.

Ferguson conclude la sua requisitoria contro il City con una profezia: secondo la sua, nemmeno tanto, modesta opinione neanche quest’anno riusciranno a combinare niente. Il City fino a questo momento, dall’arrivo dei petrolieri arabi, ha speso più di 200 milioni di sterline per avere una rosa comunque sbilanciata, questa l’opinione del manager dello United, piuttosto bisognerà stare attenti all’Arsenal che proprio con i soldi del City si rinforzerà. Infine plaude a squadre come l’Everton di David Moyes o l’Aston Villa di Martin O’Neill, una dimostrazione di come si possa fare benissimo anche con budget modesti. Attendiamo la risposta di Mark Hughes, difensore d’ufficio del Manchester City.

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