Povero Rosina, ad Advocaat non va giù: “Volevo altri giocatori”

Alessandro Rosina è sbarcato a San Pietroburgo, ha apprezzato le placide rive della Neva e si è dato alla stampa russa per presentarsi ai suoi nuovi tifosi dello Zenit: “Le prime impressioni sono molto positive. La città è davvero bella come si dice, il club è organizzato ed ora spero di aver successo qui. Ho


Alessandro Rosina è sbarcato a San Pietroburgo, ha apprezzato le placide rive della Neva e si è dato alla stampa russa per presentarsi ai suoi nuovi tifosi dello Zenit: “Le prime impressioni sono molto positive. La città è davvero bella come si dice, il club è organizzato ed ora spero di aver successo qui. Ho visto lo Zenit giocare in Coppa Uefa e nella Supercoppa Europea, e su Sky in qualche match del campionato russo: è una squadra che gioca un gran calcio, piacevole da vedere. Ho inoltre notato che lo stadio è sempre pieno“. Felice l’ex torinista, chissà che faccia avrà fatto quando invece ha appreso le parole del suo nuovo allenatore Dick Advocaat.

L’olandese se n’è uscito con dichiarazioni davvero poco carine: “Sono molto deluso. Avevo detto ai miei dirigenti che ci servono due o tre attaccanti di classe e loro invece mi prendono Rosina. Non so più cosa fare, è la prima volta nella mia vita che prendono un giocatore senza il mio consenso, e che anzi un calciatore viene preso contro la mia volontà” ha detto inopportunamente il prossimo ct del Belgio che, infatti, fra pochi mesi dovrebbe lasciare il proprio incarico sulla panchina dei russi. La colpa di questa situazione, a suo dire, è del nuovo ds Igor Korneev: “È arrivato allo Zenit da una settimana e già fa le cose senza consultarmi“.

Forse vogliono fare Koornev allenatore? Non capisco perché la società non mi ascolta, io so come investire i soldi ricavati dalla cessione di Arshavin e Tymoshchuk” ha chiosato Advocaat che, secondo i media russi, avrebbe voluto Pandev. Peccato che la società della Gazprom aveva provato a imbastire una trattativa per il macedone ma Claudio Lotito non aveva dato credito all’emissaria che i russi avevano mandato a Roma. Quale il futuro di Rosina? Avrà le spalle larghe per andare oltre alle perplessità del suo allenatore e dimostrare il suo valore? Per il momento si può solo dire: povero Rosina!

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