Brasile a casa, semifinali tutte europee

Si sono conclusi i quarti di finale e le partite di oggi hanno decretato la fine del regno brasiliano che non uscivano da un mondiale prima della finale da quel gol di Caniggia agli ottavi di Italia ’90. Passa così la Francia che da più criticata si è trasformata nella più papabile delle finaliste, conscia

Si sono conclusi i quarti di finale e le partite di oggi hanno decretato la fine del regno brasiliano che non uscivano da un mondiale prima della finale da quel gol di Caniggia agli ottavi di Italia ’90. Passa così la Francia che da più criticata si è trasformata nella più papabile delle finaliste, conscia anche delle potenzialità dei suoi senatori che dopo una partenza col freno a mano tirato hanno ingranato al momento giusto. Ad affrontare mercoledì prossimo i galletti ci sarà il Portogallo che deve ringraziare il portiere Ricardo, capace di parare 3 rigori agli inglesi dopo 120 minuti di brutto calcio e una espulsione, quella di Rooney, che probabilmente Elizondo poteva risparmiarsi. Rimangono così 4 squadre, tutte europee, chi la spunterà?

Alle 17 a Gelsenkirchen Inghliterra e Portogallo vanno in campo molto tese e consapevoli di essere vicine a qualcosa di molto importante: entrambe sono arrivate ai quarti con ottime difese e attacchi alquanto sterili e così i due tecnici scelgono entrambi lo schema ad una punta, con un centrocampo di fantasia. Il primo tempo è brutto e nemmeno i guizzi dei fuoriclasse riscono a ravvivare una partita che nei pronostici, forse, non poteva essere migliore di così. Nel secondo tempo allora ci pensa l’arbitro argentino Elizondo a ravvivarla espellendo Rooney per una spinta a Cristiano Ronaldo (o per una scalciata a Carvalho), peccato veniale, sicuramente non da rosso. Così i lusitani cercano di approfittarne ma non sanno fare granché e gli inglesi, in inferiorità numerica, cercano di organizzarsi senza l’infortunato Beckham e col lungo Crouch, solissimo in avanti. Il leit-motiv della gara è questo, ritmi bassi e agonismo non proprio eccessivo e così alla fine dopo 120 minuti di agonia i rigori paiono la giusta conclusione della partita, rigori come 2 anni fa ai quarti degli Europei quando vinse il Portogallo col gol decisivo del portiere Ricardo. Simao non sbaglia, Lampard sì, Viana spara sul palo e Hargreaves pareggia i conti; sul 2-2 Petit sbaglia e Gerrard lo segue facendosi parare il rigore dell’eventuale sorpasso da Ricardo, Postiga dopo il cucchiaio di 2 anni fa sferra un diagonale e segna, Carragher, entrato al 118′ per battere il rigore, trasforma Ricardo in un eroe facendosi parare il rigore. Il tiro decisivo è di Ronaldo che irriverentemente non sbaglia, il Portogallo è clamorosamente in semifinale.

E i lusitani, che ritroveranno Costinha e Deco dopo la squalifica, incontreranno la Francia che sconfisse proprio il Portogallo in una semifinale thriller di Euro 2000, decisa da un golden gol su rigore di Zidane. E proprio lui, il grande Zidane, è stato il protagonista indiscusso del quarto di finale forse più bello dei 4, vinto dai bleus contro un Brasile impresentabile e che giustamente torna a casa dopo 12 anni di vittorie su vittorie (unico ko, se si esclude quello farlocco del ’98 nel girone contro la Norvegia, è stato proprio quello della finale contro la Francia). Domenech, come è di moda in questi mondiali, propone un solo attaccante e anche Parreira irrobustisce il centrocampo con Juninho a scapito di una punta, Adriano. La partita è equilibrata e la infiamma spesso Zidane, con giocate splendide, irridendo l’abulia cronica di Ronaldinho che in 5 partite mondiali non ha racimolato un 25 come voto complessivo. Tuttavia la prima frazione, nonostante le netta supremazia dei francesi, non si sblocca anche per opera di un fallaccio di Juan che ferma Vieira in contropiede (per il brasiliano solo giallo). La ripresa inizia con la reazione brasiliana ma passa la Francia: punizione di Zidane, la difesa carioca dimentica Henry che tutto solo infila Dida. Ci si aspetterebbe divertimento puro, a questo punto, col Brasile riverso in avanti ma sono i francesi ad andare spesso vicino al raddoppio (quasi autorete di Juan e vari contropiedi sprecati) e i tentativi del Brasile si limitano a conclusioni fioche da fuori di Ronaldo e da un paio di occasioni di Robinho e Cicinho. Dopo 90 minuti finisce con la meritatissima vittoria dei francesi, Brasile a casa: si chiude un ciclo?

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