Squadre troppo indebitate, il campionato argentino non parte

Il campionato argentino di Apertura sarebbe dovuto cominciare il prossimo 14 agosto, invece la partenza è stata rimandata fino a data a destinarsi. Lo stesso vale per tutti i campionati professionistici del paese sudamericano a causa del forte indebitamento di gran parte delle società, comprese le big, che ha reso necessaria questa sofferta decisione. A


Il campionato argentino di Apertura sarebbe dovuto cominciare il prossimo 14 agosto, invece la partenza è stata rimandata fino a data a destinarsi. Lo stesso vale per tutti i campionati professionistici del paese sudamericano a causa del forte indebitamento di gran parte delle società, comprese le big, che ha reso necessaria questa sofferta decisione. A comunicarlo la stessa federazione argentina, l’AFA, attraverso un comunicato sul sito ufficiale dove viene comunque specificato che lo stop dei campionati non pregiudicherà la normale partecipazione delle squadre argentine alle competizioni continentali, né tanto meno gli impegni internazionali della nazionale a partire dalla partita contro la Russia in programma per il 12 agosto.

Si legge nella nota che il comitato esecutivo dell’AFA è giunto a questa decisione all’unanimità, convinti del fatto che una mossa di questo tipo si era resa ormai inevitabile visto lo stato economico del calcio nel paese definito “agonizzante”. I problemi riguardano tutti i club, non è stata fatta distinzione tra “giusti” e “peccatori” né tra società amministrate bene o meno, visto che queste caratteristiche hanno riguardato in maniera ciclica un po’ tutti. I debiti contratti dalle società sono di due tipi: ci sono in primo luogo quelli dovuti a stipendi non pagati per un totale di circa 8 milioni di euro d’arretrati, a cui si sommano poi le pendenze con il fisco per una cifra pari a 40 milioni di euro.

Il presidente della federazione Julio Grondona ha spiegato che se i campionati fossero cominciati regolarmente nel giro di due mesi la situazione si sarebbe aggravata fino a portare comunque alla loro sospensione. L’AFA ha optato per la drasticità anche per provare a mettere alle strette i network televisivi colpevoli di pagare poco il prodotto calcio argentino: “Dobbiamo trovare soluzioni definitive, e proprio per questa ragione l’Afa punta a incassare dalla televisione cifre in linea con lo spettacolo che offre il nostro calcio”.

Intanto la notizia dello stop non è stata presa bene dai tifosi, soprattutto dalle frange più esagitate, e ieri sera si sono registrati alcuni episodi di violenza nella capitale argentina. Un gruppo abbastanza nutrito di sostenitori senza colori e bandiere si sono radunati sotto la sede dell’AFA a Buenos Aires, si è registrato il lancio di qualche oggetto e di alcune bombe carta verso le finestre, inoltre sono stati intonati cori proprio contro il presidente Grondona, definito dai tifosi “ladro”. Niente comunque di particolarmente grave per ora.

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