Napoli, De Laurentiis: “Di regali ne ho già fatti tanti, adesso bisogna lavorare”

Ieri sera a Sky Tg 24 il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista parlando del futuro della sua squadra, di Edy Reja e della sua scelta di andare ad allenare l’Hajduk Spalato, ed anche dei temi principali all’ordine del giorno nel mondo del calcio. Il sogno del presidente del Napoli,


Ieri sera a Sky Tg 24 il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha concesso una lunga intervista parlando del futuro della sua squadra, di Edy Reja e della sua scelta di andare ad allenare l’Hajduk Spalato, ed anche dei temi principali all’ordine del giorno nel mondo del calcio. Il sogno del presidente del Napoli, come anche per realtà emergenti come Genoa e Palermo, è quello di raggiungere una storica qualificazione in Champions League, magari alle spese di big come Roma e Milan che hanno operato un mercato non all’altezza del proprio blasone. Il Napoli ha speso molto bene e ha rinforzato la squadra in ogni reparto, ma adesso è arrivato il momento di passare ai fatti.

«Mi farebbe molto piacere vedere il Napoli in Champions, ma bisogna ancora aspettare e lavorare con grande umiltà. Abbiamo comprato nuovi elementi, vedremo quest’anno cosa farà Donadoni. Ora vedremo il debutto a Palermo e poi quella in casa e poi faremo un primo bilancio. Di regali al Napoli ne ho già fatti tanti. Non posso comprare, comprare, comprare…. Al di là di tutti le disquisizioni dei soloni del calcio, credo che per ora vada bene così. Poi se abbiamo sbagliato, io, Marino e Donadoni, ne pagheremo le conseguenze»

Napoli quindi adesso può sognare in grande, ma la squadra dovrà dimostrare sul campo che la società ha investito bene. Dello staff non farà parte l’ex allenatore Edy Reja, che ha lasciato la direzione del settore giovanile per tentare l’avventura all’Hajduk Spalato da primo italiano nella storia a cimentarsi nella realtà croata, al quale il presidente del Napoli augura ogni bene: “Eravamo d’accordo che se non avesse trovato un’altra squadra si sarebbe occupato del nostro settore giovanile. Cosa che rimane ancora a sua disposizione anche fra un anno, c’è un legame di famiglia.”. Dopo aver parlato di Napoli e dell’ex Reja, ecco il suo commento sulla vicenda Mourinho-Lippi:

«Mi dispiace essere così provinciale, ma da Los Angeles non ho seguito la questione. Ognuno di noi sceglie quello che vuole dire. Se Lippi ha dato in buona fede una sua risposta, con una valutazione tecnica, non va criticato. Capisco però il malumore che può avere determinato. Per me hanno ragione e torto tutti e due. Per me la favorita è la Juve, ma il campionato è bello perché lascia sorprese, e poi magari chissà, fra i due litiganti spunta un terzo incomodo».

Il presidente napoletano ha parlato poi anche di salary cap e ha commentato l’idea di Berlusconi di imporre appunto un tetto massimo per gli stipendi:

«Io credo che bisognerebbe parlare con Platini in modo da trovare una univoca impostazione sul piano di una legge fiscale e contributiva in Europa e livellare tutti sullo stesso piano e non avere, tipo in Spagna, dei vantaggi. Il salary cap potrebbe essere giusto e corretto, a condizione che non sia relazionabile al bilancio dei singoli club, ma che sia oggettivamente stabilito per tutti. Magari si potrebbe lasciare libera la decisione di attribuire i premi ai giocatori che ti hanno fatto raggiungere determinati risultati».