Bologna, preso in prestito Zalayeta dal Napoli

Si allenava da giorni nel suo Paese, in Uruguay, ma tendeva spesso l’orecchio verso l’Italia dove di fatto risiedeva (e risiede) il suo cartellino: Marcelo Danubio Zalayeta torna nel Bel Paese per indossare la sua quinta casacca italiana, quella rossa e blu del Bologna. A metà tra Juve e Napoli, i partenopei di Donadoni non


Si allenava da giorni nel suo Paese, in Uruguay, ma tendeva spesso l’orecchio verso l’Italia dove di fatto risiedeva (e risiede) il suo cartellino: Marcelo Danubio Zalayeta torna nel Bel Paese per indossare la sua quinta casacca italiana, quella rossa e blu del Bologna. A metà tra Juve e Napoli, i partenopei di Donadoni non ne volevano più sapere dell’uruguagio che alle pendici del Vesuvio aveva iniziato bene senza però finire nella stessa maniera: due anni di alti (pochi) e bassi (tanti), fino a quando la società azzurra ha capito di poterne fare a meno.

De Laurentiis e Marino da tempo avevano messo gli occhi sul belga Gaby Mudingayi e così Bologna e Napoli hanno iniziato a parlare: perciò Zalayeta è per il momento andato in Emilia con la formula del prestito secco, il centrocampista ex Lazio potrebbe arrivare in Campania per soldi più eventualmente una contropartita (Pazienza o al massimo Blasi). Tant’è, di ufficiale c’è che il Panteron è un giocatore del Bologna e che lunedì sosterrà le visite mediche: domani però sarà già al Dall’Ara per assistere a Bologna-Fiorentina.

Trentuno anni e con un passato diviso tra Juve (soprattutto), Empoli, Perugia e Napoli (almeno in Italia), questo attaccante atipico ha vissuto momenti di gloria in bianconero (due storici gol al Barcellona e al Real Madrid) non riuscendo però a essere mai un titolare della Vecchia Signora. E proprio coi bianconeri siglò un discusso gol proprio al Bologna, in Serie B: quella sera al Dall’Ara finì 0-1 per gli ospiti con un gol dell’uruguaiano con la palla che forse non oltrepassò tutta la linea di porta. Chissà se gli esigenti tifosi felsinei ancora ricordano (sicuramente), chissà se perdoneranno a Zalayeta i suoi trascorsi juventini (mah).

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