Il grande giorno di Italia – Germania!

Finalmente ci siamo, mancano poche ore alla super-sfida tra Italia e Germania, la vincente della quale approderà alla finalissima berlinese del 9 luglio. La lunga vigilia che ha preceduto questo match è stata velenosa e pepata, soprattutto per meriti (o demeriti?) dei giornalisti tedeschi, abili a provocare e a denigrare probabilmente per sviare l’attenzione dagli

Finalmente ci siamo, mancano poche ore alla super-sfida tra Italia e Germania, la vincente della quale approderà alla finalissima berlinese del 9 luglio. La lunga vigilia che ha preceduto questo match è stata velenosa e pepata, soprattutto per meriti (o demeriti?) dei giornalisti tedeschi, abili a provocare e a denigrare probabilmente per sviare l’attenzione dagli evidenti limiti tecnici della loro nazionale. Si sa, stasera sarà una partita durissima ma non perché le due squadre rappresentano il meglio che c’è in giro a livello mondiale: semplicemente perché la Germania gioca in casa, a Dortmund, il cui stadio è uno spaventoso catino, e corrono maledettamente dall’alto dei loro 20 anni. Se però si parla in termini di classe cambia tutto.

Buffon è il miglior portiere del mondo e se qualcuno aveva ancora dubbi questo mondiale ha ampiamente dato lustrini e meriti all’estremo difensore della Juve. Contro di lui Lehmann, bravino per carità, ma dal passato milanista assolutamente osceno e in generale difficilmente paragonabile al portierone azzurro.

Cannavaro e Nesta non hanno bisogno di presentazioni, benché il secondo sarà purtroppo assente. Al suo posto comunque Materazzi saprà farsi valere, sperando non ecceda in agonismo; il mastino napoletano accanto a lui gli darà sicuramente una mano profondendo sicurezza, come suo solito, a tutto il reparto. Sono forse migliori un giocatore dell’Hannover e cioè Mertsacker e un altro che viene da 20 mesi di infortunio che di nome fa Metzelder e che sinceramente, entrambi, non ricordiamo sui campi più blasonati d’Europa?

Un gol, un assist e un salvataggio sulla linea sono solo la punta dell’iceberg di un mondiale strepitoso per Gianluca Zambrotta; sull’altra fascia poi Fabio Grosso, che ha sfruttato il suo passato da attaccante per guadagnarsi un rigore formidabile al 90′ contro l’Australia: il terzino del Palermo è un ottimo cursore, non di certo peggiore di Lahm, osannato all’inverosimile ma in conclusione un peso piuma. A destra poi c’è Friedrich, gioca nell’Hertha Berlino e magari, chi lo sa, nei suoi sogni c’è quello di diventare bravo come Zambrotta.

Il centrocampo dell’Italia è formato da un duo milanista, semifinalista in Coppa Campioni, formato da Gattuso, motorino tutto muscoli, e Pirlo, fosforo e geometrie in quantità. Gli stessi centrocampisti che stracciarono letteralmente il Bayern in Coppa Campioni 4 mesi fa, il Bayern di Ballack che stasera è la stella ma che né a Milano con la sua squadra di club né a Firenze con la sua nazionale è riuscito a impressionare, tutt’altro. Mancherà poi Frings, davvero forse il migliore, e lo sostituirà Kehl un gigante del Borussia Dortmund sconosciuto ai più.

Sulle fasce Perrotta e Camoranesi: il romanista ha fatto sfraceli nella capitale, soprattutto nella seconda parte della stagione, lo juventino è ormai un giocatore di fama internazionale che salta l’uomo, scappa sulla fascia, fa assist e gol. Davvero dobbiamo credere che quel biondo che a Euro2004 ci faceva sorridere per l’impronunciabilità del suo cognome possa impensierire con le sue scorribande (parlo ovviamente di Schweinsteiger)? O ancora che Schneider, del Bayer Leverkusen e che pare appena uscito da un film di Derrick, sia l’arma in più di Klinsmann? Bah.

In attacco noi abbiamo, probabilmente, Totti e Toni. Il numero 10 che aspira a dinventare il numero 1 (del mondo) e un tizio che ha fatto 81 gol in tre anni (uno in B e due in A). Ottantuno, non venti, trenta. Loro invece hanno la coppia polacca (polacca!): Klose che in Champions non toccò una palla contro la Juve, marcato stretto come fu da Cannavaro, e Podolski, giocatore del Colonia, diventato ad un tratto uno spauracchio ma in realtà utile al massimo per affiancare Santoruvo nel Bari.

Sorvolando il discorso panchine, la realtà è che stasera dovremo sudare sette camice o più. Giocano in casa e noi italiani ne sappiamo qualcosa delle squadre di casa (Francia, Corea…); in più Archundia potrebbe rivelarsi il loro dodicesimo uomo, implicitamente influenzato da 50mila berci. Ma noi siamo più forti, mettiamocelo in testa: non basta un 4-1???

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