Marcello Lippi a tutto campo: "Voterò alle Primarie del PD e non mi piace la tessera del tifoso"


Il CT della nazionale Marcello Lippi si sottopone al fuoco di fila delle domande di Klaus Davi nel corso di una puntata di KlausCondicio, la trasmissione sul web del celebre massmediologo, e ne vengono fuori risposte decisamente sorprendenti. Lippi, dopo essere entrato in rotta di collisione con José Mourinho per il suo pronostico sull'esito del campionato, ha evidentemente sempre meno timore a schierarsi su temi piuttosto controversi. Così scopriamo in un colpo solo due cose, la prima è che il CT è un elettore del Partito Democratico, la seconda è che non approva la Tessera del Tifoso del Ministro Maroni.


Le primarie sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un'unità d'intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Ignazio Marino l'ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni, che rimane una grande risorsa.

Quindi non solo Lippi dichiara la sua affezione al PD, ma indirettamente fa capire per quale candidato esprimerà la sua preferenza. Il selezionatore della Nazionale Italiana censura anche la Tessera del Tifoso, dal 1 gennaio prossimo obbligatoria per poter andare a seguire la propria squadra in trasferta. Secondo Lippi questo strumento "sembra una schedatura".


Non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. Mi sa di schedatura. A sentire l'espressione "scheda del tifoso", mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perché non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tanto meno quella che riguarda i tifosi.

La sua intervista susciterà sicuramente reazioni visti i temi toccati, anche perché Lippi nel prosieguo sfiora altri temi dibattuti: la difesa di Silvio Berlusconi dagli attacchi ricevuti per gli scandali a sfondo sessuale, il rifiuto dell'ipotesi di un cambio di inno per l'Italia ventilato dalla Lega Nord e l'esclusione della possibilità che possa esserci, anche in futuro, una relazione omosessuale fra due calciatori della Nazionale. Ce n'è per tutti, chi sarà il primo ad arrabbiarsi?

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