La notizia, filtrata tramite amici e conoscenti, di una presunta crisi di identità di Adriano, è stata confermata dallo stesso giocatore brasiliano in una conferenza stampa all’hotel Windsor, in un quartiere di Rio de Janeiro. Adriano chiede di poter usufruire di un periodo di stop, specificando che la sua pausa di riflessione potrebbe durare 1, 2 o 3 mesi. Alla base del difficile momento psicologico ci sarebbe la gioia persa per strada, che l’attaccante brasiliano non prova più da tempo giocando a calcio e le pressioni del campionato italiano:

“Per ora smetto, ho perso la felicità di giocare. Non voglio tornare in Italia, voglio vivere in pace in Brasile. Non sono ammalato. Comunque dovrò valutare come proseguirà la mia carriera, poiché non so se resisterò una o due o tre settimane senza giocare. In Brasile mi sento felice, vicino ai miei amici, ai miei familiari. Non ho nulla contro l’Inter, però, ripeto non mi piaceva vivere in Italia, mi sentivo sempre oggetto di pressioni. Ho sopportato pressioni molto forti fin da quando avevo 18 anni”.

Adriano ha inoltre escluso ogni tipo di coinvolgimento con delinquenti della sua città, ipotizzato nei giorni scorsi e indica il Flamengo come possibile e prossimo club dove riprendere l’attività calcistica:

“Non è vero che i miei amici sono delinquenti. Certo, nella favela puoi incontrare trafficanti, e certo io, che lì ci sono nato, so chi sono, ma sicuramente non li frequento.Volevo spiegare personalmente cosa è accaduto negli ultimi giorni. Se ne sono dette di tutti i colori. Però tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto pensandoci su molto. Ne ho parlato con i miei familiari, con i miei amici e con il mio procuratore Rinaldi. Il fatto è che sto pensando alla mia felicità. Molta gente probabilmente non capirà ciò che mi sta accadendo. E’ una situazione brutta, non facile, credetemi. Però è una scelta di vita. Giocare in un club brasiliano? Dovrebbe essere il Flamengo perché, in caso contrario, mia nonna mi fa fuori”.

Nella giornata di ieri Marco Aurelio Cunha, dirigente del San Paolo, aveva rilasciato dichiarazioni leggermente più allarmanti sulla salute psico-fisica di Adriano:

“Adriano ha bisogno di aiuto terapeutico, deve essere seguito costantemente da psicologi e psichiatri. Ha dentro conflitti che devono essere equilibrati. Non è che Adriano beva tutti i giorni. Ha impulsi più forti di lui. Se esce di notte, non riesce a fermarsi, non c’è fine. Dopodiché detesta quando lo rimproverano il giorno dopo. E’ come se volesse prolungare la giornata “felice”, perché sa che quando finirà si troverà di fronte l’inferno. E allora si deprime. E avanti così, sempre più in fondo verso il baratro. Gli amici? E’ un labirinto, non sono amici, sono accompagnatori, non ce n’è uno in grado di fargli fronte. Se uno lo fa, è fuori, perde tutti i vantaggi e le prerogative. Adriano vede come un merito il ritorno alle origini, ma in questo caso è una cosa che va contro i suoi interessi. Adesso è ora di metterlo di fronte alle responsabilità, basta con i paternalismi. Non serve fingere che non è successo niente. Il problema è lui”.

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ultimo aggiornamento: 10-04-2009


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