Con una conferenza all’ora di pranzo Alberto Gilardino è stato presentato ufficialmente alla stampa e ai tifosi. Il neo acquisto del Genoa è stato accolto con grande entusiasmo in Liguria, in questi giorni il centro sportivo del Grifone a Pegli è stato letteralmente preso d’assalto dai tifosi di fede rossoblu. L’ex attaccante viola spera di ripagare tutto questo calore con i suoi gol e chissà con essi non torni pure la maglia della nazionale. Prima di parlare di questa sua nuova avventura il giocatore, che come numero di maglia ha scelto l’82, ha voluto fare chiarezza sulla fine della sua storia d’amore con la Fiorentina:

“Non dimenticherò mai Firenze e l’affetto che mi ha dato, lì ho lasciato un gruppo di amici, a loro va il mio in bocca al lupo. Mi sono sentito con il presidente Della Valle, e ci siamo lasciati in maniera cordiale e leale. Ci sta che cercassi altri stimoli, i matrimoni e i divorzi però si fanno in due. Le responsabilità della scelta, per la mia parte, me le prendo. Quando tornerò a Firenze, mi piacerebbe ricevere applausi, per ciò che si è costruito insieme. Alla Fiorentina ho dato tutto”.

Gilardino poi si toglie qualche sassolino dalla scarpa e risponde al suo ormai vecchio allenatore Delio Rossi e al ct della Nazionale Cesare Prandelli che, riflettendo sulle sue prestazioni recenti, lo avevano definito “con poche motivazioni” il primo e “poco sereno” il secondo. L’attaccante non accetta queste analisi e racconta di come è arrivato addirittura a forzare i tempi di recupero dell’ultimo infortunio pur di tornare utile alla squadra:

“Ho sempre dato tutto per la maglia viola tanto che lo scorso autunno ho forzato il rientro dall’infortunio. Sbaglia Rossi quando dice che mi si era spenta la luce. In realtà non era mai stata spenta, ma chiaramente appena arrivato qua qualcosa si è acceso. Ho letto le parole di Prandelli e rispetto le sue esternazioni, forse lui pensa che io potessi ambire a qualcosa di più, ad altre cose, ma bisognerebbe chiedere a lui”.


Messo da parte il passato è ora di lanciarsi nel futuro, il Genoa si aspetta molto da lui e il presidente Enrico Preziosi, in collegamento da Dubai, ha fatto capire che i suoi gol serviranno molto alla squadra di Pasquale Marino. Gilardino si è detto orgoglioso dell’inseguimento serrato dei rossoblu nei suoi confronti, era cominciato già quest’estate, è pur non sbilanciandosi sulle cifre si augura di poter ripagare al meglio l’investimento fatto dalla società che lo ha legato a sé con un contratto fino al 2016:

“Sono scaramantico, presidente, sul numero di gol, non mi espongo. Lo sa. Ma grazie. Grazie per l’opportunità. Ora mi voglio godere questo momento. Nel club più antico d’Italia, in uno stadio fantastico, una tifoseria che mi ha riservato un saluto speciale. Voglio ripargarli nel modo che preferisco: in campo. Mi sento come a casa, me l’aspettavo. Ma sperimentarlo direttamente è diverso. Ho trovato una grande famiglia, un gruppo di italiani e stranieri, che viaggia su un unico binario. Per il salto di qualità dovremo puntare su questa compattezza. Sto vivendo emozioni particolari, anche se ho già vissuto diverse esperienze. Ma questa è particolare per l’affetto che ci circonda”.

Il bomber di Biella non vede l’ora di cominciare questa nuova esperienza, la prima in un città di mare come lui stesso ha sottolineato, e da qui far partire la sua rincorsa per una maglia azzurra da vestire in Polonia e Ucraina, ai prossimi Europei che prenderanno il via a giugno. Gilardino non si nasconde a quella maglia ci tiene e farà di tutto per riconquistarla, ma sa anche che per riuscirci dovrà portare in alto anche il Genoa:

“Sono carico e con la voglia di partire bene. Mi metto a disposizione, per fare gol e cercare di sfruttare le mie caratteristiche. La Nazionale? Credo di poter essere un giocatore importante per il Genoa, come per la nazionale in vista dell’Europeo. Già da quando ero a Firenze mi ritenevo un giocatore da Nazionale. Solo con il lavoro quotidiano, posso alimentare questa speranza”.

Per vederlo all’opera con la nuova maglia non ci sarà da aspettare tanto, già domenica potrebbe scendere in campo a Cagliari. Riusciranno la maglia rossoblu e l’aria di mare di Genova a rigenerare un attaccante che negli ultimi mesi si era un po’ smarrito? Il Grifone aveva già portato molto bene a Diego Milito e Marco Borriello, vediamo se si ripeterà anche con l’ex viola.

Riproduzione riservata © 2022 - CALCIOBLOG


Napoli, Maggio rinnova fino al 2015: “Amo questa squadra e questa città”

Gli arbitri della 17ª giornata di Serie A 2011/2012: Rizzoli e Bergonzi per la sfida a distanza tra Milan e Juve