Alessio Cerci è stato l’assoluto protagonista del finale di stagione della Fiorentina, l’ala cresciuta nelle giovanili della Roma ha concluso la stagione con all’attivo sette reti in campionato, sei segnate in cinque gare nella parte conclusiva del campionato. Prima di questo exploit le sue prestazioni non erano state per niente convincenti, Sinisa Mihajlovic lo ha sempre sostenuto, i tifosi invece non hanno avuto la stessa lungimiranza o almeno la stessa pazienza, e più volte lo hanno fischiato dagli spalti. A volte la contestazione nei suoi confronti è andata anche altro, il giocatore è stato infatti vittima di pesanti insulti anche per le strade di Firenze.

Questi episodi hanno lasciato il segno, tanto che ora, a bocce ferme, Cerci ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Il giocatore ha rilasciato un’intervista molto dura nella quale ha criticato i suoi tifosi facendo capire che difficilmente perdonerà il loro atteggiamento dei mesi passati. Sulle pagine di Sportweek, l’inserto settimanale in edicola oggi con la Gazzetta dello Sport, l’attaccante viola ha dichiarato:

“Negli ultimi mesi sono arrivati i gol e le belle giocate. E anche i titoli sui giornali e i cori dei tifosi, gli stessi che m’insultavano con la mia ragazza quando m’incontravano per strada. Non mi considero uno scemo, so cosa posso dare nel calcio, e per questo non dimentico quello che mi è stato detto. Non arrivavano i risultati, la squadra andava male, ma io sembravo l’unico colpevole. Ero il capro espiatorio forse perché giovane, forse perché sono di Roma e qui i romani non li possono vedere”.


Gli è stato rimproverato anche di essere un’amante della bella vita e delle auto di lusso, di profondere scarso impegno in campo con la maglia viola. Cerci respinge anche queste accuse e promette solennemente che mai andrà a festeggiare un gol sotto la curva:

“Mi hanno accusato pure perché mi piacciono le belle auto. Ho una Maserati Gran Turismo, mi davano dell’arrogante di m***a. So che i complimenti contano poco, e per questo tengo a distanza queste persone che per mesi mi hanno detto di tutto. Il mio rapporto non è un rapporto diretto, e non mi vedranno mai correre sotto la curva. Nemmeno per un gol. Perché sono stato ferito, ferito dentro”.

Non si è fatta attendere la risposta dei tifosi. La testata on line dei tifosi viola, dodicesimouomo.net, ha sentito due dei personaggi più rappresentativi della Curva Fiesole, per chiedere un parere a proposito di questo duro sfogo del giocatore. Marzio Brazzini apprezza la schiettezza delle sue parole e spiega che le critiche non sempre erano ingiustificate, precisando poi che a prescindere dalle esultanze l’importante è che giochi bene:

“Riconosciamogli la sincerità, ma al tempo stesso dopo queste parole per me può fare i bagagli e tornare a Roma. Ha dimostrato zero senso di attaccamento alla maglia e questo probabilmente ha influito su certe prestazioni scadenti. Certi suoi atteggiamenti indolenti non sono mai piaciuti ai tifosi. Siamo noi a dire che non venga sotto la curva e che pensi a giocare bene sempre, se lui non dimentica non sa che memoria ha Firenze”.

Sicuramente meno diplomatiche le parole dell’altro tifoso interpellato, Pietro Vuturo, che “invita” Cerci ad avere maggiore diplomazia nelle sue dichiarazioni:

“Se si aspettava gli applausi dopo le prestazioni di inizio stagione sbaglia di grosso. Probabilmente Cerci si sta dando troppa importanza… Insomma Cerci chi? Noi siamo abituati a giocatori di altra classe e umiltà. Prima di parlare della Fiesole e degli Ultras si sciacqui la bocca”.

Con questo botta e risposta la querelle dovrebbe chiudersi. Certo è che per l’ex romanista il clima del Franchi non sarà mai amichevole e chissà che alla fine la sua avventura in Toscana non possa concludersi dopo appena una stagione.

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