Vedere Paloschi segnare dopo 18 secondi dal suo debutto in Serie A o Balotelli spadroneggiare in Coppa Italia e al torneo di Viareggio non può che far piacere agli sportivi italiani: due giovani nostrani destinati a far parlare di sé negli anni a venire, due gioielli che Milan e Inter esibiscono con orgoglio e un pizzico di civetteria. La società rossonera, accusata di avere una rosa vecchia e acciaccata, e quella nerazzurra, biasimata invece per la sua internazionalità, si sono indubbiamente prese una bella rivincita.

Un settore giovanile invece spesso osannato è quello della Juve che di recente ha lanciato ragazzi del 1986 o del 1987 nel calcio che conta: da Marchisio a Giovinco, da De Ceglie a Lanzafame solo per citarne alcuni, tutti ragazzi interessanti ma comunque già “vecchi” rispetto ai due campioncini meneghini. Così ci si chiede se nella grande famiglia bianconera esista un “minorenne” davvero forte e Ciro Ferrara, responsabile proprio delle giovanili juventine, non lesina ottimismo.

Lavoriamo sodo, il settore giovanile del­la Juventus funziona e sforna talenti. Ca­stiglia, ad esempio, ha esordito con Ra­nieri. Il punto, piuttosto, è un altro: fa ef­fetto se debutta un attaccante e dopo di­ciotto secondi segna un gol. Questione di scalpore, di tam-tam mediatico” ha detto rimanendo comunque ci piedi per terra. E quando gli si chiede lumi su Simone Esposito e Fausto Rossi, due ’90 promettentissimi, rimane cauto ma speranzoso:

Sbilanciarsi e indicare questo o quest’altro è pericoloso e difficile. Comunque si trat­ta di due giocatori di sicuro avvenire, due giocatori che vanno lasciati maturare. Esposito, ad ogni modo, è già nel giro dei grandi. Il resto lo farà il destino. Nella vita conta il lato B o il fattore C, chiamatelo come volete. Probabilmente, non sarei mai venuto fuori se nel 1985 non si fosse infortunato Moreno Ferrario e io non fossi stato l’unico difensore in pan­china. Certe carriere cominciano proprio così, per una coincidenza fortunata. Proprio come Paloschi. Vedrete che Ranieri, appena ne avrà l’occasione, concederà una chance ai nostri ragazzi” ha asserito profetico l’ex bandiera di Napoli e Juventus.

Fatto sta che Esposito, centrocampista di fascia agile ed estrosa, e Rossi, anch’egli centrocampista più pragmatico e di sostanza, sono entrambi giovincelli torinesi che non vedono l’ora di mettersi in mostra. La speranza dei supporters juventini e non solo è che verrà anche per loro il momento di poter fare vedere le proprie qualità in mezzo ai “grandi”: solo allora sapremo se sono predestinati o giovani di belle speranze!

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