Nelle partite di fine stagione spesso le motivazioni differenti delle squadre fanno scaturire risultati che qualche giornata prima non sarebbero successi: come è possibile che il Torino, mai vittorioso in trasferta quest’anno, espugni il San Paolo (teatro delle capitolazioni di Inter e Juve)? O che la Reggina metta sotto un Cagliari, di solito sempre battagliero? I complottisti avranno da ridire anche quest’anno, certo è che le tre sfide “calde” per non retrocedere quest’oggi sono state belle e spettacolari, non propriamente “pilotate“. Partiamo proprio dal Toro che se ha portato a casa i tre punti deve ringraziare san Sereni.

Sotto di un gol a fine primo tempo (rete di Pià al primo tiro in porta per i partenopei), nella ripresa i granata hanno tentato in tutti i modi di ribaltare il risultato: ok, è vero, la marcatura di Cannavaro sul gol del pari di Bianchi era alquanto leggerina, ma è pur vero che la punizione dell’1-2 di Rosina è stata davvero bella. Mannini, esterno dei partenopei, è stato l’ultimo ad arrendersi: suo il tiro che ha impegnato Sereni (con Datolo e Denis incapaci di metterla dentro sulla respinta), suo il cross che ha chiamato il portiere torinista a un altro grande intervento. E ancora Sereni ha compiuto alla scadere un miracolo sulla deviazione di Stellone nella propria porta.

Analizzando Reggina-Cagliari, invece, appare più evidente come le “motivazioni” (chiamiamole così) abbiano influenzato l’andamento della gara con gli amaranto praticamente assedianti la porta difesa da Marchetti: in vantaggio con Lazzari (che gol il suo!), la Reggina ha condotto un assalto all’arma bianca contro il povero portiere dei sardi. Il pari firmato da Ceravolo su assist di Halfredsson ha messo in mostra un po’ di spensieratezza della retroguardia ospite, più o meno lo stesso può dirsi per il gol del sorpasso realizzato da Brienza. E la reazione, attesa, del Cagliari alla fine non c’è stata.

Ma di certo non può dirsi nulla a proposito di Bologna-Lecce, gara giocata a fior di nervi decisa da un gol a tempo scaduto del contestato Sergio Volpi. Anche qui, come nelle altre due partite, il risultato è stato ribaltato: avanti i salentini con Tiribocchi, abile a girare in rete un cross perfetto di Polenghi, a fine primo tempo Di Vaio ha corretto in rete un cross, altrettanto bello, di Mingazzini. Nella ripresa tanta paura di perdere, occasioni alla spicciolata, fino al gol che ha fatto esplodere il Dall’Ara con Di Vaio che ha toccato per Volpi, non in fuorigioco per la sciagurata posizione di Fabiano, che a tu per tu con Benussi non ha sbagliato.

E ora? Chi rimarrà in A tra le quattro pericolanti? Il Lecce pare spacciato: con sei punti a disposizione è staccato di cinque lunghezze dal Toro, quart’ultimo, e domenica prossima ospita la Fiorentina; la Reggina, a -4 dalla posizione Serie A, andrà a far visita alla Lazio, mentre il Bologna, ad un solo punto dal Torino, andranno a battagliare sul campo di un Chievo non ancora matematicamente salvo. Se i granata piemontesi batteranno il Genoa all’Olimpico i nodi verranno sciolti: a quel punto quasi sicuramente a salvarsi sarà la squadra di Camolese e Cairo. Vedremo.

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