La commissione disciplinare della Uefa sta avendo il suo bel da fare nel corso di questi Europei, soprattutto per i tanti episodi di intemperanze più o meno gravi delle tifoserie. Molto più singolare il procedimento aperto contro Nicklas Bendtner, attaccante della Danimarca, colpevole di aver mostrato un paio di mutande griffato da una casa di scommesse irlandese, Paddy Power, in occasione dei festeggiamenti per il suo secondo gol contro il Portogallo. L’organismo continentale guidato da Platini ha deciso di usare il pugno duro e ha inflitto al giocatore una giornata di squalifica, da scontare nel prossimo Europeo o anche nelle partite di qualificazione, alla quale si aggiunge una sanzione pecuniaria di ben 100 mila euro.

Il caso ha sollevato parecchie polemiche, particolarmente dura la presa di posizione di Rio Ferdinand: l’inglese attraverso Twitter si è scagliato senza mezzi termini contro Platini e la Uefa accusandoli di usare il pugno duro quando si tratta di tutelare partner commerciali, mentre lo stesso non si verifica quando le sanzioni devono essere comminate per episodi di razzismo. Forte del sostegno mediatico ottenuto il bookmaker irlandese ha deciso di lanciare un’ulteriore provocazione: pagherà lui la multa a Bendtner, l’unica cosa possibile non potendo influenzare direttamente l’Uefa nelle sue decisioni.

Ken Robertson, un dirigente di Paddy Power, ha spiegato così la singolare iniziativa sulle pagine del blog ufficiale dell’azienda: “Siamo orgogliosi del nostro saper ascoltare i nostri consumatori e quello che abbiamo sentito forte e chiaro ieri è che Nicklas Bendtner non doveva essere vittima del doppiopesismo della Uefa. Non crediamo che Nicklas debba essere penalizzato per aver semplicemente indossato uno slip porta fortuna, un gesto in fondo solo divertente”. Poi il consiglio per tutti i giocatori in possesso di amuleti scaramantici o semplicemente di capi intimi griffati: tenete ben allacciati i vostri calzoncini.

Il post si conclude con un resoconto delle sanzioni fin qui comminate dalla Uefa per fatti di violenza e per episodi razzisti in questo torneo. È assurdo constatare che la Russia ha pagato appena 30 mila euro per i disordini provocati da suoi sostenitori in occasione della sfida con la Polonia; la Croazia invece dovrà versare 80 mila euro per gli insulti a sfondo razziale dei suoi tifosi nei confronti di Mario Balotelli e per il lancio in campo di bengala e fumogeni. Insomma a guardare l’entità delle multe pare che sia stato proprio Bendtner il protagonista dell’atto più grave e sovversivo di questo Europeo. Forse ha ragione Rio Ferdinand quando si chiede: “Se il razzismo portasse soldi alla Uefa come lo fanno le pubblicità forse affronterebbe il problema con la stessa serietà?”.

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