L’ex allenatore di Inter e Parma, attualmente sulla panchina del Racing Santander, viene chiamato in causa nell’ambito dell’inchiesta sul giro di scommesse clandestine organizzato dalla camorra stabiese. Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pubblici ministeri Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, titolari dell’inchiesta presso la Procura di Napoli, hanno avanzato una richiesta di rogatoria internazionale alle autorità spagnole e presto voleranno nel paese iberico per ascoltare l’allenatore argentino. L’ipotesi di reato è quella di associazione per delinquere alla frode sportiva e riciclaggio. Ne avevamo già parlato su calcioblog qualche settimana fa, le ultime indiscrezioni su questa storia arrivano dal quotidiano napoletano Il Mattino.

Secondo quanto emerso da alcune intercettazioni Hector Cuper avrebbe avuto dei contatti telefonici con due esponenti del clan camorristico stabiese ai quali avrebbe suggerito di scommettere su due incontri del campionato spagnolo e due del campionato argentino nella stagione 2006/2007. Secondo le ricostruzioni della procura il tecnico avrebbe accettato soldi, si parla di 200 mila euro, per aggiustare degli incontri su cui sarebbe stato possibile effettuare delle puntate “sicure”. Poco importa se poi le quattro partite in questione non sarebbero finite con il risultato previsto e promesso, i pm dalle intercettazioni hanno potuto registrare infatti anche la rabbia di chi aveva versato i soldi non ottenendo quanto sperato in cambio, a sostegno della loro tesi.

Che in questa inchiesta ci siano coinvolte anche partite giocate fuori dai confini italiani non è una sorpresa, già qualche mese fa gli inquirenti avevano parlato di Spagna e Sud America come la nuova frontiera delle scommesse clandestine. Certamente però stupisce il coinvolgimento di un personaggio come Hector Cuper, che in questa circostanza sembrerebbe, almeno secondo i pm napoletani, venuto meno alla sua caratteristica irreprensibilità che negli anni gli ha fatto guadagnare il soprannome “hombre vertical”. Dal canto suo l’argentino nega ogni coinvolgimento nella vicenda e si dice pronto a incontrare i magistrati e a fornire una versione dei fatti capace di smentire la loro ricostruzione, ribadendo con forza: “Non conosco camorristi, mai frequentato intermediari della camorra, il mio calcio è quello che si fa in campo, lontano da trucchi e combine”.

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