Non c’è pace per la nazionale di calcio. E’ stata una domenica di polemiche iniziata dal presunto “scherzo” di Marchisio che avrebbe storpiato l’inno d’Italia e seguita dalla dichiarazioni di Calderoli sugli emolumenti riservati ai calciatori. Azzurri sulla graticola e non solo per le scialbe prestazioni sul campo. L’idea di Calderoli, Ministro della Semplificazione, è appunto…molto semplice: invitare i calciatori a rinunciare ad una parte degli eventuali premi-mondiale.

“E’ giusto che anche il mondo del calcio partecipi ai sacrifici degli italiani di fronte alla crisi. In vista dei Mondiali faccio appello alla Figc affinché gli eventuali premi che spetteranno ai calciatori vengano ridimensionati rispetto alla crisi. Anzi sarebbe un bel gesto se calciatori e Federcalcio ne devolvessero parte a titolo onorifico“. Quanto alle società di calcio, Calderoli chiede che “ridimensionino gli ingaggi“. Infine Calderoli si scaglia contro l’Inter: “E’ una squadra italiana? E’ una società che vince il titolo senza italiani, facendo giocare due minuti Materazzi (nella finale di Champions, ndr). Non è italiano neppure l’allenatore. Come possiamo considerarla una società italiana?”.

Immediate e piccate le reazioni dei giocatori azzurri. Il più adirato è Fabio Cannavaro che ritorna anche sull’espiodio di Marchisio: “La verità è che siamo un Paese ridicolo. Quello che è successo durante l’inno ieri sera è semplice: stavamo andando fuori tempo, Marchisio in particolare, tra suono della banda e coro del pubblico. Per quello, solo per quello, ci siamo messi a ridere. Quanto a Calderoli, neppure commento. Ribadisco, siamo proprio un Paese ridicolo…”. Le parole di Buffon: “Se Calderoli mi dice dove dovrebbero andare i nostri possibili non introiti, magari ci potrei fare un pensierino. Non capisco come mai i politici cavalchino sempre l’onda dei Mondiali per fare certe sparate, per poi fare retromarcia se le cose vanno bene”.

E quelle di Palombo: “Ridurre i premi? Io pagherei di tasca mia, per vincere i Mondiali. A dire il vero in ogni lavoro quando raggiungi un obiettivo c’è un riconoscimento, anche economico. Ma figurarsi se è quello il problema, ce li metto io per alzare la Coppa“. Sarcastico Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori e consigliere federale: “Che cosa vi posso dire, io e Calderoli siamo su sponde diverse: lui è per la Padania, io fortemente per l’Italia. Però ribadisco, ha avuto una pensata: cominci a metterla in pratica lui“. Anche la Russa critica fortemente il suo alleato di governo: “Calderoli mi piace molto di più come ministro che come commentatore sportivo, anche perché le sue conoscenza calcistiche si limitano alla vittoria della Padania su non so quale squadretta. Insomma è meglio che Calderoli si occupi della Padania”.

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