Il “primo contatto” tra Fabio Capello, neo Ct della Nazionale Inglese, e la famigerata stampa inglese era stato definito un successo in maniera unanime. La conferenza stampa di presentazione aveva mostrato un allenatore pronto a gestire la sfida più complessa della sua carriera costellata di successi, sicuro di sè e capace di andare a toccare le giuste leve per riaccendere l’entusiasmo dei tifosi attorno all’Inghilterra.

Questo, ovviamente, prima che arrivassero i primi velenosi commenti dei Tabloid e più in generale dei quotidiani che hanno iniziato a vivisezionare le sue misuratissime parole mostrando il consueto “riguardo” nei confronti degli allenatori, tanto più quando si tratta di quelli stranieri senza esperienze oltremanica. “Fra un mese saprò comunicare in inglese con i giocatori“, così aveva risposto Capello all’obiezione più ovvia che gli era stata rivolta dai giornalisti, quella di non conoscere la lingua madre dei giocatori che dovrà allenare.

Il Times non si è fatto sfuggire l’occasione andando ad interpellare la Direttrice della Bloomsbury International che sentenziato: “Nemmeno per idea, in un mese il livello che si può raggiungere è minimo. Forse dopo almeno sei mesi di full immersion riuscirà ad esprimersi in maniera decente“. Capello dovrà fare miracoli per stupire dopo prima uscita ufficiale prevista per il 6 Febbraio (amichevole con la Svizzera) visto come il Daily Mail si è messo a fare le pulci all’unica frase prounciata dal tecnico in inglese, trovando diversi errori grossolani di pronuncia.

Non sarà facile per Don Fabio, noto per non avere esattamente un rapporto idilliaco con i Giornalisti (italiani e spagnoli), conquistarsi le simpatie che servono per evitare di venire attaccato in ogni occasione.

Il battere con questa insistenza sul suo limite maggiore, quello della lingua, è un altro modo per evidenziare “il rischio” che la Football Association ha deciso di correre ingaggiandolo e per sottolineare il ruolo ricoperto nella gara per la successione a McClaren da Capello, quello della seconda scelta.

Già, perchè per una volta il vincitore di 9 scudetti in tre squadre e due nazioni diverse, non era la prima alternativa della FA per ricostruire la Nazionale a pezzi dopo l’eliminazione da Euro 2008. Il suo rivale più accreditato era quel Josè Mourinho che di problemi con l’inglese certamente non ne avrebbe avuti e che ha fatto sapere la scorsa settimana di aver “rifiutato la proposta di allenare la Nazionale“.

Un rifiuto che, una volta reso ufficiale, ha accelerato la conclusione della trattativa con Capello mettendolo in una brutta posizione agli occhi dei tifosi e della stampa, una posizione inedita per il tecnico di Pieris: quella del “rincalzo di lusso”.

Good Luck Mr. Capello, ne avrai decisamente bisogno.

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