Ci sono nuove evoluzioni nel caso di Stefano Gugliotta di cui vi avevamo già parlato nei giorni scorsi. Il giovane 25enne è stato picchiato selvaggiamente dagli agenti di polizia dopo la finale di Coppa Italia Inter – Roma e da un settimana è detenuto nel carcere di Regina Coeli. La procura della Repubblica di Roma ha indagato un agente di polizia reo di aver colpito con un pugno il giovane mentre si trovava in sella ad un motorino indifeso e disarmato. La cosa veramente paradossale è che Gugliotta non era neanche andato allo stadio ma si trovava soltanto nei pressi della sua abitazione attigua alla zona dello stadio.

Nei giorni scorsi due esponenti della minoranza, Emanuele Fiano del Pd e Stefano Pedica dell’Idv, avevano chiesto un intervento del Ministro Maroni per chiarire la vicenda. Oggi la questione è stata affrontata anche alla camera dei Deputati ed Elio Vito, Ministro per i rapporti con il Parlamento, rispondendo ad un interrogazione del Pd in merito ha informato che il Ministero dell’Interno sarebbe pronto a costituirsi parte civile: «Qualora venissero accertate, al termine delle indagini, responsabilità penali nei confronti di uno o più appartenenti alle forze dell’ordine, il ministero dell’Interno si costituirà parte civile».




Il poliziotto del Reparto Mobile, in servizio da circa 15 anni e definito una “persona tranquilla” dai colleghi, è stato interrogato dal Pubblico Ministero che ha stabilito che Gugliotta è stato vittima di un atto arbitrario e disponendo la scarcerazione. Stefano questa notte ha deciso di iniziare uno sciopero della fame («Non ce la faccio più. Da oggi non voglio più mangiare né bere») ed ha scritto una lunga lettera di accuse per quanto gli è capitato. A rivelarlo è stato il consigliere del Pd della provincia di Roma Marco Palumbo che insieme al collega Enzo Foschi questa mattina ha fatto visita in carcere al giovane.

Queste le parole di Palumbo: «Stefano è molto determinato. Ci ha detto che dorme a sprazzi e che sta scrivendo molto. Questa notte si è svegliato arrabbiato ed ha scritto una lettera di accusa. Voleva che consegnassimo la lettera alla madre ma non è stato possibile perché un responsabile del carcere lo ha vietato per regolamento».

Il Video del pestaggio di Stefano Gugliotta

Le parole della Madre del ragazzo e del suo avvocato

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