Partiamo dal giorno in cui il Sion fu escluso dall’edizione dell’Europa League 2011/2012 per mano dell’Uefa che accolse il ricorso del Celtic Glasgow, club scozzese facente parte del gruppo I dove figurano anche Udinese, Atletico Madrid e Rennes. Sion e Celtic si incontrarono nel preliminare di agosto e la squadra svizzera, contravvenendo ad una sanzione di Fifa e Uefa che le imponeva di non impiegare giocatori acquistati nell’ultimo calciomercato estivo, schierò 6 calciatori appena tesserati. In realtà il Sion credeva di essere nel giusto perché qualche settimana prima si rivolse a un tribunale civile e ottenne una sospensiva atta a far giocare i nuovi arrivati.

Il presidente del Sion, Christian Constantin disse che non sarebbe finita lì. Detto, fatto. Nei primi giorni di ottobre il Tribunale Civile del Cantone di Vaud diede ragione al Sion e torto all’Uefa e intimò il reintegro immediato del club svizzero nel girone I di Europa League. “Le misure adottate dall’Uefa appaiono contrarie ai suoi regolamenti e quindi sono ingiustificate. Le sanzioni pronunciate nei confronti del Sion sono simili a una rappresaglia e sono gravemente inique“, spiegò il giudice nella sua motivazione.

Il tribunale inflisse anche una multa alla Uefa di 1000 franchi per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordinanza. A carico dell’Uefa anche le spese legali, che ammontano a 21.400 franchi, e il versamento di 33000 franchi al Sion. Ma per Constantin non è questione di soldi perché vuole far giocare al suo club sul campo la competizione. “Credo che troveremo una soluzione. Preferisco l’odore del “Calderon” a quello dei soldi. Ci siamo qualificati per l’Europa League e vogliamo esserci, giustizia sportiva e civile devono capirsi ma la prima, fin qui, non ha ascoltato la seconda“, afferma Constantin intervistato da As.

E’ un caso che potrebbe fare da spartiacque nel futuro e riguarda la linea che divide la giustizia sportiva da quella ordinaria. Decisioni che spettano agli organi sportivi, abuso di potere di Uefa e Fifa o intrusione dei Tribunali Civili nello sport? Un bel caos. Per ora gli svizzeri stanno vincendo, di misura, la loro battaglia. L’Uefa, infatti, in attesa della decisione del TAS che avverrà il 24 novembre e in caso di esito favorevole agli svizzeri, ha già offerto diversi scenari per la reintegrazione del club nella competizione senza sostituire il Celtic FC.

A) Con la prima opzione, si annullerebbero tutte le precedenti partite del Gruppo I di UEFA Europa League e si giocherebbe una nuova serie di incontri in un girone da cinque (come nella precedente fase a gironi di Coppa UEFA), con scontri diretti in casa o fuori casa. Queste partite potrebbero essere disputate dal 24 novembre al 22 dicembre.

B) La seconda opzione consente l’integrazione dell’FC Sion nel Gruppo I come quinta squadra, mantenendo però inalterati i risultati e i punti delle partite già disputate. Pertanto, verrebbero disputate altre otto partite da fine novembre a febbraio 2012.

C) Le altre opzioni, valide principalmente se la reintegrazione dovesse avvenire con un maggiore ritardo, ipotizzano che l’FC Sion venga integrato direttamente ai sedicesimi dopo uno spareggio di qualificazione ancora da definire.

Constantin ha già fatto sapere che rifiuterà, in caso di successo, la proposta della Uefa della diretta ammissione ai sedicesimi, ma teme che il Tas si limiti a ratificare le decisioni già prese dalla Uefa:

“Il Tas dovrebbe dichiararsi incompetente. Voglio che sia tutto regolare. Non dico che dobbiamo giocare le sei partite del girone ma sicuramente non accetterò di perdere senza giocare. I sei giocatori che secondo la Uefa non potremmo schierare faranno ricorso davanti alla giustizia spagnola per difendere il loro diritto a giocare perchè la Uefa è come un’associazione di imprese che sono le Federazioni. Alla giustizia italiana non mi rivolgerò, perchè sappiamo tutti com’è Berlusconi e ci metterebbero troppo a risolvere la questione”.

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ultimo aggiornamento: 06-11-2011


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